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Caritas Ambrosiana Caritas Italiana
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Terremoto in Abruzzo Caritas Ambrosiana Terremoto in Abruzzo Caritas Italiana
Fondo "Famiglia - lavoro" Contributi "Famiglia - lavoro"
Resoconto Cina terremoto Sono stati inviati euro 1.050 Resoconto Myanmar ciclone Sono stati inviati euro 1.100 Resoconto Bangladesh Sono stati inviati euro 3.050 Resoconto Perù terremoto Sono stati inviati euro 1.000 Resoconto Indonesia terremoto Sono stati inviati euro 1.550 Resoconto Abruzzo terremoto Sono stati inviati euro 6.550
Resoconto Centro di ascolto 2009 Resoconto Centro di ascolto 2008 Resoconto Centro di ascolto 2007 alto
Su "La Pietra" di questo mese alto
Resoconto della Caritas I progetti di sostegno
La collaborazione di Caritas Ambrosiana con le popolazioni colpite continua. alto
Partendo dal fatto che nella zona rurale si riscontra una maggior solidarietà tra le famiglie, si è scelto di concentrarsi nell'area urbana e di sostenere il prezioso lavoro che la Caritas diocesana di Chosica ha svolto in questi 3 mesi attraverso una ventina di volontari che si sono ruotati nella città di Pisco. In
particolare si sono individuati i quartieri La Alameda, San Miguel e Leticia,
tutti appartenenti alla parrocchia San Clemente. Si tratta di zone molto povere
e disagiate, con molti conflitti personali e con diverse persone ancora senza un
riparo. Ipotesi che, in coordinazione con Caritas Italiana, attiveremo anche in rete con Caritas Perù. Le case temporanee Insieme alla parrocchia si sono definiti i criteri per poter beneficiare le famiglie più bisognose, considerando sia il grado di distruzione della casa che la situazione famigliare (presenza di anziani, neonati, disabili o malati nella famiglia; assenza o morte di uno o di entrambi i genitori). Inoltre viene loro richiesto di essere in possesso del titolo di proprietà o di acquisto del terreno o, comunque, di garanzie dei vicini che confermano il domicilio della famiglia stessa. L'installazione di un casa temporanea costa 2.500 soles (ovvero poco più di 600 euro), così suddivisi: - costo del modulo in legno
1.700 soles (la nostra parrocchia aveva inviato 1.000 euro)
***************** Racconto della visita di Davide Boniardi Responsabile dei contatti con l'America Latina a 4 mesi dal
terremoto di agosto in Perù Il terremoto che alle 18.40 di Ferragosto ha colpito in particolare le province di Ica e Pisco in Perù ha seminato morte e distruzione: 519 morti, 1.844 feriti, circa 71.000 case distrutte, quasi 34.000 danneggiate, 117 centri sanitari e 928 scuole inutilizzabili. Forse
paragonata ad altre catastrofi non è tra le più tremende, ma vi assicuro che
arrivando a Pisco il 17 novembre e vedere ancora le macerie per le strade, le
code per l'acqua e per iscriversi nelle liste dei danneggiati in attesa di un
buono di 6.000 soles per la ricostruzione della propria casa, incontrare i
sopravvissuti in tende da campeggio e sentirli raccontare dei propri cari
scomparsi o di come quella sera sono scampati alla tragedia, appurare in
sostanza dopo 3 mesi le condizioni precarie nelle quali stanno vivendo, annulla
ogni paragone numerico e fa riscoprire il dramma di un'umanità ferita e
inginocchiata ma con una voglia di rialzarsi grazie anche ad una fratellanza e
solidarietà palpabili. Avendo già in programma a novembre una visita nella vicina Bolivia, ho concordato con la Caritas nazionale del Perù e la Caritas diocesana di Chosica, che continuano ad essere presenti nei luoghi colpiti dal sisma dai giorni immediatamente successivi, di poter conoscere più da vicino la realtà accompagnandoli per due giorni negli interventi che stanno realizzando. Ho incontrato Aurora, madre capofamiglia da 24 anni, che nella comunità di Los Libres, periferia marginale di Cañete, ci viene incontro correndo, di ritorno da una visita al municipio. "Il Consiglio ci ha concesso un'altra settimana di scorte alimentari per la nostra olla común", una "mensa autogestita che riunisce 50 famiglie" che lei coordina insieme ad altre due donne. Con semplicità e orgoglio ci mostra i suoi quaderni dove con precisione registra gli aiuti municipali (riso, zucchero, sale, olio e poco altro), le integrazioni di Caritas Perù di pasta, avena, latte e tonno e i contributi delle famiglie stesse che apportano quanto possono, in particolare verdure o qualche contante. Un
impegno comunitario che porta avanti nonostante la grave situazione di salute
del figlio maggiore che ha bisogno di una cura costante. "Saremo in grado di continuare con la distribuzione gratuita di alimenti fino a dicembre" mi aveva detto la sera prima Jenifer di Caritas Perù "poi riusciremo a garantire solamente "alimenti per lavoro; contando anche sul fatto che diverse persone stanno riprendendo le proprie attività bloccate per settimane dopo il terremoto". Ho incontrato Sandy, giovane maestra e catechista della parrocchia San Clemente di Pisco, impegnata a coordinare insieme al vice-parroco un gruppo di adolescenti volontari parrocchiali nell'animare un momento di festa nel villaggio di San Tadeo Los Paracas per la distribuzione di letti pieghevoli e coperte. I
ragazzi mi raccontano che da settimane si ruotano per portare cibo e un po' di
allegria ai bambini delle materne e delle elementari che hanno ripreso poco a
poco la scuola, spesso in grossi tendoni provvisori. Prima di andarcene ci
regalano un choco con queso (una grossa pannocchia bollita con un pezzo di
ricotta), ci fotografiamo reciprocamente e mi chiedono quando tornerò.
Ritrovo Sandy due giorni dopo di fronte alla parrocchia San Clemente mentre organizza un altro gruppetto di giovani incaricati di accompagnare i volontari di Caritas Chosica nel lavoro di identificazione delle famiglie più vulnerabili come prime beneficiarie di case temporanee di legno. Ci dividiamo a gruppi, sotto un sole cocente e avvolti nella polvere ci addentriamo nel barrio San Miguel insieme a Fiorenza e Rosa di Caritas Chosica e a Pablo e Martín che ci accompagnano. Le condizioni sono veramente dure, spesso le persone che incontriamo non sono proprietarie delle case nelle quali vivevano, essendo in affitto o su concessione di un lontano famigliare; i criteri concordati richiedono però un minimo di garanzia che poi non arrivi qualcun altro a rivendicare altri diritti, cosicché a volte siamo costretti a salutare senza poter dare un gesto concreto. Prima
di lasciare Pisco al tramonto visitiamo le famiglie sfollate nel campo de La
Alameda: il campo da calcio pieno di tende fino a qualche settimana prima, ha
incominciato a svuotarsi; hanno messo la tenda fuori dalla propria casa
distrutta o hanno avuto la fortuna di essere tra i primi beneficiari di case
temporanee di legno, stuoia e plastica. Le persone per strada riconoscono i
volontari di Caritas Chosica, li fermano e si mettono a chiacchierare: salutano,
chiedono come va, raccontano dei loro problemi e dei loro progressi. Due bimbe
fermano Fiorenza: "hola hermana!" e mentr "Ciao, gracias… y cuando vuelven?", ovvero "quando tornate?", una domanda che in questi due giorni ho sentito spesso insieme ai ringraziamenti per i volontari e operatori delle parrocchie e delle Caritas peruviane, ma anche di altre ONG per essere al loro fianco e per gli aiuti della solidarietà internazionale. E penso che sarebbe bello tornare quest'estate con quei giovani ambrosiani che vorranno conoscere queste storie, chiacchierare e stare un po' insieme a loro. La preparazione di un Cantiere della Solidarietà in Perù è già partita, in collaborazione con alcuni dei nostri missionari presenti a Huacho. Li ho incontrati prima di recarmi sulle zone del terremoto e anche loro, come tante persone in Italia, a nome proprio, delle loro parrocchie e di amici, hanno affidato a Caritas Ambrosiana un contributo di solidarietà per le popolazioni terremotate.
Centro di Ascolto Caritas C.so San Pietro 62, Abbiategrasso, tel. e fax 0294966897
Al 31/12/2009 risultavano in carico 161 persone (108 donne 53 uomini: 63 sono italiani, 98 stranieri). Le nuove persone prese in carico nel 2009 sono state 106 (62 donne - 44 uomini; 27 italiani, 79 stranieri). Tra i nuovi casi aperti nel 2009 gli stranieri provenivano prevalentemente da: Egitto (16) - Equador (9) - Romania (7) - Marocco (6) - Albania (5) - Sri Lanka (5) - Ucraina (5 - El Salvador (4) - Repubblica Dominicana (4). Il rimanente suddiviso tra dodici nazioni. I bisogni emersi riguardano prevalentemente: l'indigenza, il lavoro, la casa. Di rilievo anche i problemi di natura psicologica e le indigenze conseguenti a disgregazioni famigliari, considerando sia le famiglie regolarmente costituite che i vari tipi di convivenze. La crisi economica ha espulso dal mercato del lavoro sia i soggetti più deboli (lavoro nero, contratti non riconfermati di natura interinale, stagionale o a tempo determinato) che coloro che avevano un contratto a tempo indeterminato (cassa integrazione, mobilità). Vorremmo ricordare in particolare gli ultracinquantenni che si trovano senza una fonte sicura di reddito. Il problema della casa va sempre più peggiorando, sia per la scarsità degli alloggi e di edilizia pubblica disponibili, sia per l'entità dell'incidenza dell'affitto sul reddito disponibile. Notevole rilevanza hanno assunto le problematiche relative all'immigrazione (immigrazione clandestina, lunga durata e complessità delle pratiche per avere il permesso di soggiorno, lavoro nero e/o sottopagato, alloggi di fortuna e/o fatiscenti). Buona la collaborazione con gli Assistenti Sociali del Comune e alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio. I poveri vanno visti, anche da parte degli enti pubblici, come risorse da valorizzare e non come un peso o un problema. Riassumendo nel corso del 2009, sono stati fatti 1.560 colloqui (incremento del 39,5%) e, per far fronte al problema più ricorrente, l'indigenza, sono state distribuite 1.113 borse viveri (incremento del 31,2%). Le borse viveri sono originate da un aumento della richiesta di beni di prima necessità: la gente le chiede per poter risparmiare e dedicare le poche risorse ad altre spese. E' un fenomeno che si pensava un ricordo del passato; ancora oggi dà la possibilità a tanta gente di mangiare. La filosofia del Centro d'Ascolto non è quella di elargire pacchi alimentari a pioggia, ma quella di aiutare le persone a riscattarsi e riacquistare la propria dignità. Ci si sforza di ascoltare le persone convinti che ognuno abbia in sé una ricchezza da valorizzare, anche se a volte è difficile individuarla.
Somme erogate dal Centro d'Ascolto a persone in difficoltà nel corso del 2009
• Pannolini, latte in polvere, omogeneizzati ............. 4.221,80 • Bollette, biglietti, medicine,varie ............................ 2.490,04 • Famiglie in difficoltà e cibo ................................... 12.625,57 • Affitti ............................................................................600,00 -------------------------------------------------------------------------------------------- Totale ........................................................................19.937,41 ======== Erogazioni Fondo Famiglia Lavoro ............................. 6.300,00
Al 31/12/2008 risultavano in carico 139 persone (87 donne - 52 uomini: 73 sono italiani, 66 stranieri). Le nuove persone prese in carico nel 2008 sono state 64 (45 donne - 19 uomini; 37 italiani, 27 stranieri). Tra i nuovi casi aperti nel 2008 gli stranieri provenivano da: Albania (5) - Egitto (4) - Romania (4) - Ucraina (4) - Marocco (3) El Salvador (2) - Equador (2) - Togo (1) - Bangladesh (1) - Kenia (1). I bisogni emersi riguardano prevalentemente: l'indigenza, il lavoro, la casa. Si è avuto inoltre un incremento dei problemi di natura psicologica e delle indigenze conseguenti a disgregazioni familiari. L'insicurezza e la precarietà del posto di lavoro, la forte presenza di lavoro in nero, il problema delle persone ultracinquantenni che si trovano senza una fonte sicura di reddito sono indici di una povertà diffusa. Il problema della casa, lo ribadiamo da tempo, va sempre più peggiorando, sia per la scarsità di alloggi di edilizia pubblica disponibili, sia per l'entità dell'incidenza dell'affitto sul reddito della famiglia. E' un problema non più rinviabile. Le problematiche relative all'immigrazione hanno avuto una notevole rilevanza (immigrazione clandestina, lavoro nero, alloggi di fortuna e/o fatiscenti con affitti esorbitanti). Da segnalare un forte incremento degli utenti italiani. Buona la collaborazione con gli assistenti sociali del Comune ed alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio. I poveri vanno visti, anche da parte degli enti pubblici, come risorse da valorizzare e non come un peso o un problema. Riassumendo, nel corso del 2008, sono stati fatti 1118 colloqui (incremento del 5%) e, per far fronte al problema più ricorrente, l'indigenza, sono state distribuite n. 848 borse viveri (incremento del 25%). La filosofia del C.d.A. non è quella di elargire pacchi alimentari a pioggia, ma quella di aiutare le persone a riscattarsi e riacquistare la propria dignità. Ci si sforza di ascoltare le persone convinti che ognuno abbia in sé una ricchezza da valorizzare, anche se a volte è difficile individuarla. Somme erogate dal Centro d'Ascolto a persone in difficoltà nel corso del 2008: • Pannolini, latte in polvere 2.458,56 • Bollette, biglietti, medicine,varie 4.883,00 • Famiglie in difficoltà 9.671,14 • Affitti 440,90 ---------------------------------------------------------- Totale 16.653,60
alto Nel 2007 i nuovi casi sono stati 83 (26 gli uomini, 57 le donne). Al 31/12/2007 risultavano in carico 142 persone (53 italiani, 89 stranieri). Tra i nuovi casi aperti nel 2007, gli stranieri sono stati 55, gli italiani 28. GI; stranieri provenivano dalle seguenti nazioni: Romania (19), Perù (5), Ucraina (4), Albania (6), Bulgaria (1), Ecuador (6), Marocco (3), Uganda (3), Moldavia (2) Bolivia (2) Repubblica Ceca (1) El Salvador (1) Camerun (1) Pakistan (1).
I bisogni emersi riguardano prevalentemente il lavoro, l'indigenza e la casa. Rispetto agli anni precedenti si è avuto un incremento notevole dei problemi di natura psicologica e delle indigenze conseguenti a disgregazioni familiari.
Da rilevare inoltre che negli ultimi tempi il problema della povertà ha coinvolto anche la fetta più giovane della popolazione: persone rimaste senza lavoro o con un lavoro precario, con figli* a carico e affitti esorbitanti rispetto al reddito. Il problema della casa, a nostro avviso, va sempre più peggiorando, sia per la scarsità degli alloggi di edilizia pubblica disponibili, sia per l'entità dell'incidenza dell'affitto sul reddito della famiglia. Trattasi di un problema non più rinviabile. I problemi relativi all'immigrazione hanno avuto una notevole rilevanza (immigrazione clandestina, lavoro nero, alloggi di fortuna, e/o fatiscenti), anche se si deve registrare un aumento di utenti italiani (indice di una povertà sempre più diffusa).
Si tenta di accompagnare le persone in un cammino di crescita, che, rendendole consapevoli delle loro risorse e di come sfruttarle, le faccia diventare sempre più autonome e in grado di provvedere con dignità al proprio sostentamento. E' migliorata la collaborazione con gli enti pubblici ed alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio.
Riassumendo, nel corso del 2007, sono stati fatti 1066 colloqui e per far fronte al problema più ricorrente, l'indigenza, sono state distribuite n. 675 borse viveri. La filosofia del CdA non è quella di elargire a pioggia pacchi alimentari, ma quella di aiutare le persone a riscattarsi e riacquistare la loro dignità.
Somme erogate dal Centro d'Ascolto a persone in difficoltà nel corso del 2007: • Pannolini, latte in polvere 1.895,55 • Bollette, biglietti, medicine,varie 3.337,89 • Famiglie in difficoltà 6.161,04 • Affitti 1.000,00 • Cibo 3.715,74 ------------------------------------------------------------------- Totale 16.110,22 alto Le offerte che sono state depositate in Chiesa, nella cassetta “Caritas” all’interno della cappella della Madonna, sono state tutte utilizzate per quanto qui sopra è indicato: Grazie di cuore a tutti i fedeli e generosi offerenti. Offerte
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