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UN SALUTO E UN GRAZIE DA PADRE FABIEN
SU "LA PIETRA" su + Saluto dalla Repubblica Democratica del Congo
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Una
richiesta di aiuto 2011: ecco il progetto
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CON LE ALI AI PIEDI da “Popoli e missione” Partire è come volare, è come librarsi nel
vento d’estate». Sentivo cantare qualche sera fa queste strofe ai giovani
della famiglia saveriana durante l’interpretazione del musical sul loro
fondatore, Giovanni Maria Conforti, da poco proclamato santo. Ricordo bene
questa frase perché oltre al fatto che il ritmo incalzante del motivetto
coinvolse tutti, solo qualche giorno prima, un giovane, raccontandomi un po’
della sua esperienza di visita missionaria in Africa, mi disse che per lui la
missione è mettere le ali ai piedi per volare nel cuore degli uomini. Volare
quindi sembra il verbo preferito dai giovani per meglio descrivere le sensazioni
che scatena la missione. Da adulti però dimentichiamo quanto sia bello volare,
lasciarsi sospingere dal vento verso luoghi sconosciuti, liberi da pregiudizi e
paure, così appesantiti da preoccupazioni e contorti pensieri, lentamente
poggiamo i piedi per terra, ripieghiamo le ali e ben presto svanisce in noi
persino il bel ricordo della vita “vista dall’alto”. Spesso siamo i primi ad
esortare i più giovani, dicendo loro di mettere i piedi per terra, come se
questa fosse l’icona della maturità mentre non ci rendiamo conto come questo
punto di vista ci invecchia, ci rende fin troppo razionali per cui ogni slancio
emotivo va controllato, ogni sogno va ben progettato, ogni incosciente follia va
ingabbiata in una parvenza di normalità. Tutto ciò che colorava la nostra vita si
sbiadisce, così anche il servizio, la vocazione, il lavoro, lo studio. Come Forse è il caso per una volta di fidarci di
loro, dei giovani, che hanno ancora l’entusiasmo di osare, di andare oltre,
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