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Parrocchia San Pietro - Abbiategrasso

 

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Centro di Ascolto Caritas

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Centro Ascolto - Abbiategrasso

C.so San Pietro 62, Abbiategrasso, tel. e fax 0294966897

                                                                       

Resoconto attività 2013

Resoconto attività 2012

Resoconto attività 2011

Resoconto attività 2010

Resoconto attività 2009

Resoconto attività 2008 

Resoconto attività 2007  

 

 Le offerte che sono state depositate in Chiesa, nella cassetta  “Caritas” all’interno della cappella della Madonna, sono state tutte utilizzate per quanto qui  indicato: Grazie di cuore a tutti i fedeli e generosi offerenti.          

 

Offerte consegnate:

 

anno 2001

euro    1.400

anno 2002

euro      982

anno 2003

euro   3.600

anno 2004

euro   1.200

anno 2005

euro   3.070

anno 2006

euro  10.440

anno 2007

euro   5.062

anno 2008

euro   7.045

anno 2009

euro   4.400
anno 2010 euro   1.824
anno 2011 euro   3.570
anno 2012 euro   9.586
anno 2013 euro  11.310
anno 2014  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 RELAZIONE ATTIVITA' 2013

 

CENTRO D’ASCOLTO DECANALE CARITAS

RELAZIONE ATTIVITA’ – ANNO 2013

Al 31 dicembre 2013 risultavano in carico 190 persone (111 donne – 79 uomini; 83 italiani – 107 stranieri). Si rileva come gli utenti italiani abbiano avuto un incremento del 10% .

 I nuovi soggetti presi in carico nel 2013 sono stati 96 ( 50 donne – 46 uomini; 32 italiani – 64 stranieri).  Tra i nuovi casi aperti nel 2013 gli stranieri provenivano prevalentemente da: Egitto (13), Sri Lanka (10), Equador (8), Romania (7). Il rimanente ripartito fra 15 Nazioni diverse.

Durante l’anno sono stati effettuati 1709 colloqui e sono state distribuite n. 1287 borse viveri.

 Tra i bisogni emersi prevalente è quello del lavoro; strettamente connesse sono l’indigenza e la casa. La perdita del lavoro è la prima causa per cadere in povertà.  La mancanza di prospettive valide in campo lavorativo fa nascere anche problemi di natura psicologica.

Si è notato un incremento dei disoccupati di lungo periodo (da più di un anno): il mercato del lavoro è bloccato e difficilmente è in grado di offrire occasioni per un inserimento lavorativo a chi abbia perso il lavoro a causa della crisi. Il disoccupato passa a causa di quanto detto, dalla solitudine al senso di rassegnazione, che a volte lo prende, alla “rabbia” di non poter avere uno stipendio.

 “Dove non c’è lavoro, manca la dignità” (Papa Francesco).

 La crisi economica ha espulso dal mercato del lavoro sia i soggetti più deboli ( lavoro nero, contratti non riconfermati di natura interinale, stagionale e/o a tempo determinato), sia le persone con contratto a tempo indeterminato.

Particolarmente preoccupante è la situazione dei soggetti 45/50 enni che si trovano, a volte, anche in modo improvviso e imprevedibile, senza una fonte sicura di reddito e con prospettive incerte e nebulose.

Difficile per loro reinserirsi perché avanti negli anni o con titolo di studio troppo basso.

Il problema della casa – preesistente alla attuale crisi economica – sembra senza possibilità di soluzione: canoni elevati in rapporto al reddito; sfratti aumentati in misura esponenziale e quasi esclusivamente per morosità; rate di mutuo che non si riescono più a pagare e che portano all’azione legale da parte dell’Ente erogante.

La povertà è divenuta una condizione più stabile e di difficile rimozione: vi è un aumento progressivo dell’incidenza dei vecchi assistiti sul totale delle persone incontrate. Le indigenze conseguenti a disgregazioni famigliari (sia famiglie regolarmente costituite, che vari tipi di convivenza) sono in aumento.

Le problematiche relative all’immigrazione si fanno sempre più pressanti ( immigrazione clandestina, lunga durata e complessità delle pratiche per avere il permesso di soggiorno e/o asilo politico, lavoro nero e/o sottopagato, alloggi di fortuna e /o fatiscenti, sanatorie troppo costose e/o troppo rigide).

Spesso il disagio psicologico e le difficoltà economiche sono correlati al problema del gioco,  che è difficile far emergere ( passione per le “macchinette” , per i “Gratta e Vinci” o altri tipi di gioco d’azzardo).

Le borse viveri  erano un ricordo del primo dopoguerra, ora sono un piccolo sostegno alle famiglie in difficoltà ( a volte anche se hanno un’occupazione, il salario è insufficiente a soddisfare i bisogni primari).

Rispetto al 2012 si è registrato un aumento delle borse viveri del 40.66%.

 I poveri vanno visti come risorse da valorizzare e non come un peso o un problema.

Alla comunità cristiana è chiesto di sapere, di conoscere, di rendersi conto, di condividere i problemi degli uomini anche quando non si intravvedono vie d’uscita.

 Somme erogate dal Centro d’Ascolto a persone in difficoltà nel corso del 2013

Pannolini, latte in polvere, omogeneizzati 4.096,10
Bollette, biglietti, medicine,varie 2.541,35
Famiglie in difficoltà e cibo 16.583,29
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Totale 21.180,74
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Erogazioni Fondo Famiglia Lavoro 4.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 RELAZIONE ATTIVITA' 2012

 

 

CENTRO D’ASCOLTO DECANALE CARITAS

RELAZIONE ATTIVITA’ – ANNO 2012

Al 31 dicembre 2012 risultavano in carico 168 persone (108 donne – 60 uomini; 61 italiani – 107 stranieri).

I nuovi soggetti presi in carico nel 2012 sono stati 77 ( 50 donne – 27 uomini; 28 italiani – 49 stranieri).

Tra i nuovi casi aperti nel 2012 gli stranieri provenivano prevalentemente da : Albania (7), Marocco (6), Ecuador (6), Egitto (5). Il rimanente ripartito fra 17 Nazioni diverse.

Durante l’anno sono stati effettuati 1555 colloqui e sono state distribuite n. 915 borse viveri.

Tra i bisogni emersi prevalente è quello del lavoro intimamente connessi risultano anche  l’indigenza e la casa.

Da rilevare i problemi di natura psicologica, spesso causati da mancanza di prospettive nel campo lavorativo.

Il lavoro è un bene dell’uomo – è un bene della sua umanità. Mediante il lavoro l’uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma realizza se stesso come uomo ed anzi, in un certo senso, diventa più uomo.

La crisi economica ha espulso dal mercato del lavoro sia i soggetti più deboli (lavoro nero, contratti non riconfermati di natura interinale, stagionale e a tempo determinato), sia persone con contratto indeterminato. Da ricordare gli ultra cinquantenni che si trovano senza una fonte sicura di reddito e con prospettive incerte e nebulose.

Da non dimenticare gli immigrati da tempo residenti che avevano trovato un’occupazione, ricongiunta la famiglia e, a volte, si erano acquistata la casa con un mutuo. La crisi li ha lasciati per strada e hanno perso tutto quello che avevano costruito in questi anni.

Il lavoro non è una grazia ricevuta, ma uno strumento per dare dignità alla propria vita.

Una percentuale elevata delle persone che si rivolgono a noi non riescono a far quadrare il bilancio famigliare anche quando hanno un’occupazione; non è più sufficiente averne una per considerarsi al riparo dalla povertà.

In aumento le indigenze conseguenti a disgregazioni famigliari, considerando sia le famiglie regolarmente costituite, che i vari tipi di convivenza.

Il problema della casa  si trascina da anni e sembra senza possibilità di soluzione (scarsità di alloggi di edilizia pubblica, entità dei canoni d’affitto in rapporto al reddito disponibile). Se salta il lavoro salta anche il pagamento dell’affitto e del mutuo. La legge sul canone non è più adeguata, la pressoché totalità degli sfratti è per morosità, i fondi per il contributo all’affitto sono stati drasticamente ridotti.

Notevoli le problematiche relative all’immigrazione (immigrazione clandestina, lunga durata e complessità delle pratiche per avere il permesso di soggiorno, lavoro nero e/o sottopagato, alloggi di fortuna e/o fatiscenti).

L’ultima sanatoria era troppo cara, troppo rigida, disegnata su una fotografia sfocata del mercato del lavoro. A volte il lavoratore straniero è stato licenziato pur di non essere costretti a regolarizzarlo.

I poveri vanno visti, anche da parte degli Enti Pubblici, come risorse da valorizzare e non come un peso o un problema.

Alla comunità cristiana è chiesto di sapere, di conoscere, di rendersi conto, di condividere i problemi degli uomini, anche quando non si intravedono vie d’uscita.

Si pensava che le borse viveri fossero un ricordo del passato……. .. Danno ancora oggi la possibilità ad alcune persone di avere cibo sufficiente e/o di risparmiare  e dedicare le poche risorse ad altre spese (bollette, affitti, ecc.. ).

Ogni essere umano è più grande delle miserie alle quali è ridotto.

Notevole è l’aumento dei “ poveri cronici “ cioè quelli che di anno in anno continuano a bussare in cerca di aiuto;  chi entra nella spirale  della crisi , non esce più ( una volta entrati nel circuito dell’assistenza continuano a restarvi).

Vorremmo ricordare alla Istituzioni che non tutto può essere delegato al volontariato, non è questo il suo compito.

 

Somme erogate dal Centro d’Ascolto

a persone in difficoltà nel corso del 2012

 

Pannolini, latte in polvere, omogeneizzati 3.454,91
Bollette, biglietti, medicine,varie 2.093,51
Famiglie in difficoltà e cibo 15.798,51
  --------------
Totale 21.346,93
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Erogazioni Fondo Famiglia Lavoro 3.600,00

                                                                                  

                                                            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 RELAZIONE ATTIVITA' 2011

 

RELAZIONE ATTIVITA’

CENTRO D’ASCOLTO DECANALE CARITAS ANNO 2011

Al 31 dicembre 2011 risultavano in carico 137 persone (90 donne – 47 uomini; 55 italiani – 82 stranieri).

I nuovi soggetti presi in carico sono stati 78 ( 44 donne – 34 uomini; 29 italiani – 49 stranieri).

Tra i nuovi casi aperti nel 2011 gli stranieri provenivano prevalentemente da : Romania (14), Perù (4), Sry Lanka (4), Egitto (4). Il rimanente ripartito fra 15 Nazioni diverse.

Tra i bisogni emersi prevalente è quello del lavoro. Di rilievo anche l’indigenza e la casa.

Da evidenziare i problemi di natura psicologica  spesso intimamente connessi con i predetti e/o loro concausa o conseguenza.

Il lavoro è un bene dell’uomo – è un bene della sua umanità. Mediante il lavoro l’uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma realizza se stesso come uomo ed anzi, in un certo senso, diventa “più uomo”.

La crisi economica in atto sta espellendo dal mercato del lavoro sia i soggetti più deboli ( lavoro nero, contratti non riconfermati di natura interinale, stagionale o a tempo determinato). Vorremmo ricordare gli ultra cinquantenni che si trovano senza una fonte sicura di reddito con prospettive incerte e nebulose. Da non dimenticare gli immigrati che avevano trovato in Italia occupazione da 10 – 15 anni, ricongiunto la famiglia e, a volte, si erano acquistata la casa con un mutuo. La crisi li ha lasciati per strada e hanno perso tutto quello che avevano costruito i questi anni.

Il lavoro non è una grazia ricevuta, ma uno strumento per dare dignità alla propria vita.      Una percentuale notevole delle persone che si rivolgono a noi non riescono a far quadrare il bilancio famigliare anche quando hanno un’occupazione: non è più sufficiente averne una per potersi considerare al riparo della povertà. In aumento le indigenze conseguenti a disgregazioni famigliari, considerando sia le famiglie regolarmente costituite, che i vari tipi di convivenza.

Il problema della casa sembra da anni senza possibilità di soluzione sia per la scarsità degli alloggi di edilizia pubblica, sia per l’entità dei canoni d’affitto in rapporto al reddito disponibile.   Rilevanti le problematiche relative all’immigrazione ( immigrazione clandestina, lunga durata e complessità delle pratiche per avere il permesso di soggiorno, lavoro nero e/o sottopagato, alloggi di fortuna e/o fatiscenti).

I poveri vanno visti, anche da parte degli Enti Pubblici, come risorse da valorizzare e non come un peso o un problema.

Alla Chiesa e alla Comunità Cristiana è chiesto di sapere, di conoscere, di rendersi conto, di condividere i problemi degli uomini, anche quando non si intravvedono vie d’uscita.

Nel 2011 sono stati fatti n. 1312 colloqui e distribuite n. 908 borse viveri.

Le borse viveri, che si pensava fossero un ricordo del passato, danno ancora oggi la possibilità ad alcune persone di avere cibo sufficiente e/o di risparmiare e dedicare le poche risorse ad altre spese (bollette, affitti….).

Ci si sforza di ascoltare le persone convinti che ognuno abbia in se una risorsa da valorizzare anche se, a volte, difficile da individuare.

Ogni essere umano è più grande delle miserie alle quali è ridotto.

Ogni essere umano per quanto lacero e sporco vale più del decoro di un marciapiedi.

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Somme erogate dal Centro d’Ascolto a persone in difficoltà nel corso del 2011

 

Pannolini, latte in polvere, omogeneizzati                      2.420,62                 

Bollette, biglietti, medicine,varie                                   1.432,80                   

Famiglie in difficoltà e cibo                                          13.592,99

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                                                               Totale            17.446,41

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 Erogazioni Fondo Famiglia Lavoro                                   800,00

 

 

 

 

 

 RELAZIONE ATTIVITA' 2010

 

RELAZIONE ATTIVITA’ CENTRO D’ASCOLTO DECANALE

ANNO 2010

 Al 31 dicembre 2010 risultavano in carico 116 persone (69 donne – 47 uomini; 39 italiani - 77 stranieri).

Le nuove persone prese in carico nel 2010 sono state 77 (47 donne – 30 uomini; 29 italiani - 48 stranieri).

Tra i nuovi casi aperti gli stranieri provenivano prevalentemente da : Egitto (8) – Marocco (8) – Ecuador (5). Il rimanente diviso tra 14 nazioni diverse.

I bisogni emersi riguardavano prevalentemente: l’indigenza, il lavoro, la casa.

Da porre in evidenza i problemi di natura psicologica che spesso sono concausa dei predetti bisogni.

Le indigenze conseguenti a disgregazioni famigliari, considerando sia le famiglie regolarmente costituite che i vari tipi di convivenze, si vanno sempre più evidenziando ed aumentando.

La crisi economica ha espulso dal mercato del lavoro sia i soggetti più deboli ( lavoro nero, contratti non riconfermati di natura interinale, stagionale o a tempo determinato), che coloro che avevano un contratto a tempo indeterminato ( cassa integrazione, mobilità).

Vorremmo ricordare gli ultra cinquantenni che si trovano senza una fonte sicura di reddito, con prospettive incerte e nebulose.

Il lavoro non è una grazia ricevuta, ma uno strumento per dare dignità alla propria vita.

Il problema della casa va sempre più peggiorando, sia per la scarsità degli alloggi di edilizia pubblica disponibili, sia per l’entità dell’incidenza dell’affitto sul reddito disponibile.

Notevole rilevanza hanno assunto le problematiche relative all’immigrazione (immigrazione clandestina, lunga durata e complessità delle pratiche per avere il permesso di soggiorno, lavoro nero e/o sottopagato, alloggi di fortuna e/o fatiscenti).

Anche la recente sanatoria sulle badanti non ha dato i risultati sperati.

Buona la collaborazione con gli assistenti sociali del Comune ed alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio.

I poveri vanno visti, anche da parte degli Enti Pubblici, come risorse da valorizzare e non come un peso o un problema.

Nel corso del 2010 sono stati fatti 1382 colloqui e, per far fronte al problema più ricorrente l’indigenza, sono state distribuite 1002 borse viveri ( vi è stata una flessione del 10% circa rispetto al 2009; si spera sia dovuta non solo a fatti contingenti).

Le borse viveri sono originate dalla richiesta di beni di prima necessità; vengono chieste per poter risparmiare e dedicare le poche risorse ad altre spese (bollette varie). E’ un fenomeno che si pensava un ricordo del passato: ancora oggi dà la possibilità ad alcune persone di mangiare.

La filosofia del Centro d’Ascolto non è quella di elargire aiuti a pioggia, ma di aiutare le persone a riscattarsi e riacquistare la propria dignità. Ci si sforza di ascoltarle convinti che ognuno abbia in sè una ricchezza da valorizzare, anche se, a volte, difficile da individuare.

Ogni essere umano è più grande delle miserie a cui è ridotto.

* * * * * * * *

Somme erogate dal Centro d’Ascolto

a persone in difficoltà nel corso del 2010

 

Pannolini, latte in polvere, omogeneizzati                   3.749,76                 

Bollette, biglietti, medicine,varie                                 1.670,62                   

Famiglie in difficoltà e cibo                                        12.721,93

Affitti                                                                                800,00

                                                                                 --------------

                                                               Totale           18.942,31

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Erogazioni Fondo Famiglia Lavoro                       8.500,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 RELAZIONE ATTIVITA' 2009

 

Al 31/12/2009 risultavano in carico 161 persone (108 donne 53 uomini: 63 sono italiani, 98 stranieri).

Le nuove persone prese in carico nel 2009 sono state 106 (62 donne - 44 uomini; 27 italiani, 79 stranieri).

Tra i nuovi casi aperti nel 2009 gli stranieri provenivano prevalentemente da: Egitto (16) - Equador (9) - Romania (7) - Marocco (6) - Albania (5) - Sri Lanka (5) - Ucraina (5 - El Salvador (4) - Repubblica Dominicana (4). Il rimanente suddiviso tra dodici nazioni.

I bisogni emersi riguardano prevalentemente: l'indigenza, il lavoro, la casa.

Di rilievo anche i problemi di natura psicologica e le indigenze conseguenti a disgregazioni famigliari, considerando sia le famiglie regolarmente costituite che i vari tipi di convivenze.

La crisi economica ha espulso dal mercato del lavoro sia i soggetti più deboli (lavoro nero, contratti non riconfermati di natura interinale, stagionale o a tempo determinato) che coloro che avevano un contratto a tempo indeterminato (cassa integrazione, mobilità). Vorremmo ricordare in particolare gli ultracinquantenni che si trovano senza una fonte sicura di reddito.

Il problema della casa va sempre più peggiorando, sia per la scarsità degli alloggi e di edilizia pubblica disponibili, sia per l'entità dell'incidenza dell'affitto sul reddito disponibile. Notevole rilevanza hanno assunto le problematiche relative all'immigrazione (immigrazione clandestina, lunga durata e complessità delle pratiche per avere il permesso di soggiorno, lavoro nero e/o sottopagato, alloggi di fortuna e/o fatiscenti).

Buona la collaborazione con gli Assistenti Sociali del Comune e alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio. I poveri vanno visti, anche da parte degli enti pubblici, come risorse da valorizzare e non come un peso o un problema.

Riassumendo nel corso del 2009, sono stati fatti 1.560 colloqui (incremento del 39,5%) e, per far fronte al problema più ricorrente, l'indigenza, sono state distribuite 1.113 borse viveri (incremento del 31,2%).

Le borse viveri sono originate da un aumento della richiesta di beni di prima necessità: la gente le chiede per poter risparmiare e dedicare le poche risorse ad altre spese. E' un fenomeno che si pensava un ricordo del passato; ancora oggi dà la possibilità a tanta gente di mangiare.

La filosofia del Centro d'Ascolto non è quella di elargire pacchi alimentari a pioggia, ma quella di aiutare le persone a riscattarsi e riacquistare la propria dignità.

Ci si sforza di ascoltare le persone convinti che ognuno abbia in sé una ricchezza da valorizzare, anche se a volte è difficile individuarla.

 

Somme erogate dal Centro d'Ascolto

a persone in difficoltà nel corso del 2009

 

• Pannolini, latte in polvere, omogeneizzati .............  4.221,80

• Bollette, biglietti, medicine,varie ............................ 2.490,04

• Famiglie in difficoltà e cibo ................................... 12.625,57

• Affitti ............................................................................600,00

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Totale ........................................................................19.937,41

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Erogazioni Fondo Famiglia Lavoro ............................. 6.300,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 RELAZIONE ATTIVITA' 2008

 

Al 31/12/2008 risultavano in carico 139 persone (87 donne - 52 uomini: 73 sono italiani, 66 stranieri).

Le nuove persone prese in carico nel 2008 sono state 64 (45 donne - 19 uomini; 37 italiani, 27 stranieri).

Tra i nuovi casi aperti nel 2008 gli stranieri provenivano da: Albania (5) - Egitto (4) - Romania (4) - Ucraina (4) - Marocco (3) El Salvador (2) - Equador (2) - Togo (1) - Bangladesh (1) - Kenia (1).

I bisogni emersi riguardano prevalentemente: l'indigenza, il lavoro, la casa.

Si è avuto inoltre un incremento dei problemi di natura psicologica e delle indigenze conseguenti a disgregazioni familiari.

L'insicurezza e la precarietà del posto di lavoro, la forte presenza di lavoro in nero, il problema delle persone ultracinquantenni che si trovano senza una fonte sicura di reddito sono indici di una povertà diffusa.

Il problema della casa, lo ribadiamo da tempo, va sempre più peggiorando, sia per la scarsità di alloggi di edilizia pubblica disponibili, sia per l'entità dell'incidenza dell'affitto sul reddito della famiglia. E' un problema non più rinviabile.

Le problematiche relative all'immigrazione hanno avuto una notevole rilevanza (immigrazione clandestina, lavoro nero, alloggi di fortuna e/o fatiscenti con affitti esorbitanti). Da segnalare un forte incremento degli utenti italiani.

Buona la collaborazione con gli assistenti sociali del Comune ed alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio.

I poveri vanno visti, anche da parte degli enti pubblici, come risorse da valorizzare e non come un peso o un problema.

Riassumendo, nel corso del 2008, sono stati fatti 1118 colloqui (incremento del 5%) e, per far fronte al problema più ricorrente, l'indigenza, sono state distribuite n. 848 borse viveri (incremento del 25%).

La filosofia del C.d.A. non è quella di elargire pacchi alimentari a pioggia, ma quella di aiutare le persone a riscattarsi e riacquistare la propria dignità.

Ci si sforza di ascoltare le persone convinti che ognuno abbia in sé una ricchezza da valorizzare, anche se a volte è difficile individuarla.

Somme erogate dal Centro d'Ascolto a persone in difficoltà nel corso del 2008:

• Pannolini, latte in polvere                 2.458,56

• Bollette, biglietti, medicine,varie     4.883,00

• Famiglie in difficoltà                         9.671,14

• Affitti                                                    440,90

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Totale                                                 16.653,60

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 RELAZIONE ATTIVITA' 2007

Nel 2007 i nuovi casi sono stati 83 (26 gli uomini, 57 le donne).

Al 31/12/2007 risultavano in carico 142 persone (53 italiani, 89 stranieri).

Tra i nuovi casi aperti nel 2007, gli stranieri sono stati 55, gli italiani 28. GI; stranieri provenivano dalle seguenti nazioni: Romania (19), Perù (5), Ucraina (4), Albania (6), Bulgaria (1), Ecuador (6), Marocco (3), Uganda (3), Moldavia (2) Bolivia (2) Repubblica Ceca (1) El Salvador (1) Camerun (1) Pakistan (1).

 

I bisogni emersi riguardano prevalentemente il lavoro, l'indigenza e la casa.

Rispetto agli anni precedenti si è avuto un incremento notevole dei problemi di natura psicologica e delle indigenze conseguenti a disgregazioni familiari.

 

Da rilevare inoltre che negli ultimi tempi il problema della povertà ha coinvolto anche la fetta più giovane della popolazione: persone rimaste senza lavoro o con un lavoro precario, con figli* a carico e affitti esorbitanti rispetto al reddito.

Il problema della casa, a nostro avviso, va sempre più peggiorando, sia per la scarsità degli alloggi di edilizia pubblica disponibili, sia per l'entità dell'incidenza dell'affitto sul reddito della famiglia. Trattasi di un problema non più rinviabile.

I problemi relativi all'immigrazione hanno avuto una notevole rilevanza (immigrazione clandestina, lavoro nero, alloggi di fortuna, e/o fatiscenti), anche se si deve registrare un aumento di utenti italiani (indice di una povertà sempre più diffusa).

 

Si tenta di accompagnare le persone in un cammino di crescita, che, rendendole consapevoli delle loro risorse e di come sfruttarle, le faccia diventare sempre più autonome e in grado di provvedere con dignità al proprio sostentamento.

E' migliorata la collaborazione con gli enti pubblici ed alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio.

 

Riassumendo, nel corso del 2007, sono stati fatti 1066 colloqui e per far fronte al problema più ricorrente, l'indigenza, sono state distribuite n. 675 borse viveri.

La filosofia del CdA non è quella di elargire a pioggia pacchi alimentari, ma quella di aiutare le persone a riscattarsi e riacquistare la loro dignità.

 

Somme erogate dal Centro d'Ascolto a persone in difficoltà nel corso del 2007:

• Pannolini, latte in polvere                    1.895,55

• Bollette, biglietti, medicine,varie        3.337,89

• Famiglie in difficoltà                            6.161,04

• Affitti                                                    1.000,00

• Cibo                                                      3.715,74

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Totale                                                    16.110,22                                                                                                   

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