|
| |
Professione
definitiva
Un grazie da Roma
Prima della partenza
Finalmente dalla Missione
Ultime notizie dalla Missione
Buon Natale
Buon anno
3
giugno 2008
20 agosto 2008
gennaio 2009
UN GRAZIE DA ROMA
Carissimi
Che Dio vi benedica e vi accompagni sempre.
Per prima cosa vorrei ringraziare per le
preghiere e il sostegno che mi sono giunti in Ottobre, grazie all'iniziativa del
Gruppo Missionario della "mitica" parrocchia dio San Pietro Apostolo.
Grazie, grazie, grazie di cuore a lei e a
tutti i parrocchiani che hanno pregato per me, e ancora continuano a farlo,
sento molto forte questo sostegno, che Dio vi ricompensi e vi sostenga nel
vostro quotidiano apostolato, in famiglia, sul lavoro, nella società, in ogni
luogo dove siete chiamato a testimoniare l'amore di Dio.
Oggi la festa di San Giovanni Bosco, mi
porta con il ricordo e il cuore a voi. Per il tempo trascorso in oratorio,
assimilando il Messaggio Evangelico piano piano, dai miei catechisti, dai
sacerdoti, dalle suore di Bethlem, dal buon esempio di tante persone incontrate.
La fede semplice e forte di chi vive quotidianamente nel mondo, consapevole di
essere portatore del sale e della luce del terra.
Davvero, non sono parole di pura formalità,
ho imparato tanto dalle famiglie, dalla mia, ma anche da tutti voi. E poi non vi
nascondo che certe celebrazioni eucaristiche, specie nel tempi forti, o durante
il Triduo di Pasqua, mi hanno toccato profondamente, tanto che ancora oggi,
ricordo il bellissimo rito ambrosiano, pur in terra latina. I Canti che ai miei
tempi erano intonati dal "mitico" signor Pessina, all'adorazione della croce, i
canti della Polifonia, l'Exultet a Pasqua. E chi li scorda più?
Se ho potuto camminare nella fede,
ascoltare la voce di Dio e rispondervi è grazie anche alla mia comunità
cristiana, a voi carissimi, di cui ricordo tutti i nomi e i volti, seppure non
posso ora scriverli tutti qui, altrimenti l'e-mail sarebbe chilometrico.
Dunque che dirvi, innanzi tutto tantissimi
auguri per la Festa di San Giovanni Bosco, un grande pastore ed educatore, a
contatto con questi santi si impara tantissimo, e a me ha sempre colpito il suo
amore per i giovani e la sua saggezza educativa, il metodo preventivo, poi dopo
il carnevale, (lo fate ancora il canta Gallo?) Buona Quaresima, un tempo di
grazia per tutti noi sempre bisognosi di purificarci e di ritemprate le forze
nel cammino di sequela di Cristo Gesù.
Carissimi amici restiamo vicini nella
preghiera reciproca, affinché il Signore Gesù ci mantenga fedeli nel servizio e
nella vocazione a cui ci ha chiamati, è il miglior regalo che ci possiamo fare
gli uni gli altri.
Un caro abbraccio a tutti. Con affetto! Sr. Ornella
Professione definitiva
tra le Suore Missionarie dell'Immacolata
e Mandato Missionario
per la Guinea Bissau
ULTIMI GIORNI DI PREPARAZIONE PRIMA DELLA PARTENZA

CON GIOIA FINALMENTE DALLA MISSIONE!
Guinea Bissau, 14 agosto 2007
io sono finalmente nella terra promessa. Sto ambientandomi, l'Africa é molto
bella e anche molto misteriosa e complicata ... qui la maggioranza delle
persone non hanno ancora sentito parlare di Gesú. C'é un immenso lavoro di
primo annuncio e di evangelizzazione. A livello sociale e politico il Paese
é in crisi, ma abbiamo molta speranza soprattutto perché la popolazione é
giovane ... solo che dobbiamo educare e formare ai valori umani e cristiani,
soprattutto perché oggi anche qui è arrivata la droga, la prostituzione, la
corruzione.
Non posso comunicare tutte le volte che desidero, manca l'elettricità, o
manca la connessione email. Ma vi sono molto vicina nelle preghiere,
camminiamo e lavoriamo per lo stesso Regno di Dio. Grazie per tutto quello
che voi mi avete testimoniato e per come mi avete accompagnato nelle
preghiere nei giorni a poco passati ... Dio ci sostenga e ci benedica tutti
nel suo nome.
DALLA
GUINEA BISSAU
Venga il tuo Regno!
29 novembre 2007 Mansoa,
Guinea-Bissau.
Carissimi,
come
stanno tutti gli amici della parrocchia di San Pietro Apostolo? Spero tutto
bene.
Io
tutto Ok … grazie a Dio. Ho seguito con gioia le vicende della liberazione di
padre Bossi, ringraziando il Signore con tutto il cuore per questo grande dono.
L’accaduto, una settimana dopo la mia professione perpetua mi aveva lasciata
molto preoccupata e avendo già in mano il biglietto per la Guinea, spesso
meditavo quel passo del vangelo di Luca “Io vi mando come agnelli in mezzo ai
lupi, siate dunque astuti come serpenti e semplici come le colombe”. Siamo
davvero nelle mani di Dio, a noi é chiesto solo di essere discepoli di Gesú
Cristo e ogni giorno Egli non ci fará mancare il pane quotidiano, la sua
presenza, la sua Grazia
Il
tempo comune si conclude con la festa di Cristo Re, e prossimamente comincerà
l’avvento, e la novena dell’Immacolata. Qui in Guinea Bissau è tempo di freddo,
cioè si sta bene la temperatura si aggira tra i 25-30 gradi, solo la notte si
abbassa un po’ di piú, ma niente in paragone al nostro inverno. Le piogge sono
finite e riappariranno all’orizzonte l’anno prossimo in Maggio-Giugno.
Il
paesaggio è molto verde e rigoglioso, palme, manghi, papaie....risaie quasi
pronte per la raccolta. Un panorama per lo più campestre; mi sembra di stare ad
Abbiategrasso dalle parti del Parco del Ticino.....luoghi conosciuti, ma quello
che manca è il Monte Rosa e il Cervino. Sono a Mansoa una delle nostre comunità
in Guinea-Bissau, fui la prima aperta nel 1980 subito dopo l’arrivo delle prime
quattro sorelle destinate a questa missione.
Le
Missionarie dell’Immacolata qui sono impegnate: nel campo sanitario, con l’aiuto
alle mamme con gemelli (destinati alla morte per carenza di nutrimento), con
l’assistenza agli epilettici, con la medicina Naturale, che ha lo scopo di
aiutare il guineense a valorizzare le sue risorse e consiste nella produzione di
medicinali fatti di erbe e radici, secondo la tradizione africana locale. Nella
promozione umana con il Centro delle donne, con corso di taglio e cucito,
alfabetizzazione nelle tabanche e un piccolo atelier, che dà loro una piccola
entrata, rendendole piú autonome e “libere”. In campo educativo, sopratutto con
l’organizzazione di piú di nove scuole del primo ciclo in auto-gestione, cioè
gestite da una equipe di genitori della tabanca con l’aiuto di una nostra
consorella. Una specie di convenzione tra Stato e privato, in questo caso la
Missione Cattolica. Le scuole statali purtroppo sono un vero disastro, spesso in
sciopero, i professori non sono pagati da anni, le strutture decadenti e i
programmi obsoleti. Alla televisione si parla molto di investimento per
l’educazione, ma in realtà non c’é il minimo interesse né sforzo per migliorare
la situazione, la corruzione é uno dei mali piú gravi di questo paese, che
riceve aiuti a destra e a manca...ma che poi non li gestisce con onestà e
trasparenza.
Attualmente vivo con tre consorelle, una italiana di Ragusa, infermiera che
lavora nell’ambito della salute, sr. Maria Raudino, e due brasiliane: sr. Bete,
superiora della comunità, é impegnata nel settore educativo, con la formazione
dei professori, e dei leader amministrativi delle scuole, coscientizzando e
aiutando a valorizzare e rispettare il bene comune.
In
parrocchia sr. Bete é coordinatrice della catechesi, oltre ad essere una
instancabile ciclista, che fa chilometri e chilometri quasi tutti i giorni per
visitare le piú sperdute tabanche...quelle che a causa delle strade
inaccessibili restano le piú isolate e sperdute nella foresta. In questi giorni
sono andati in giro con lei … e oltre a um sano esercizio fisico, mi sono
divertita.
sr
Imelda, liturgista e tecnica di comunicazioni sociali, specializzata in
programmi radiofonici, sta coordinando il lavoro delle Piccole Comunità di Base
ovvero famiglie, giovani e adulti che ogni settimana si incontrano per leggere,
meditare e pregare la Parola di Dio e cercano di aiutarsi a viverla
quotidianamente. É responsabile della formazione delle famiglie, ed é
disponibile per dare corsi ai vari agenti liturgici, lá dove la chiamano.
Oltre
al lavoro specifico di ciascuna, tutte visitano le tabanche dove annunciano la
Parola di Dio dando catechesi a tutti i livelli, soprattutto a precatecumeni e
catecumeni, o dando corsi di formazione biblica e pastorale a catechisti e
leaders di comunità.
Per
quanto mi riguarda, non ho ancora una destinazione stabile, cioè sto visitando
le comunità con lo scopo di conoscere un po’ di piú la realtà, adattarmi e
inculturarmi, ovvero studiare la lingua e conoscere un pochino la cultura
guineense...In questo periodo sto conoscendo piú da vicino le attività delle
Missionarie dell’Immacolata, stando con le sorelle, e accompagnandole nel loro
lavoro.
Me la
cavo abbastanza bene in criolo, anche se devo esercitarmi ancora soprattutto
nell’usare le espressioni idiomatiche o i detti, frutto della saggezza popolare.
Il Criolo é una lingua orale, e non ha una letteratura o una grammatica
specifica, sono i missionari, specialmente i Padri del Pime che hanno
contribuito in questo senso, traducendo testi biblici, liturgici, catechetici,
ecc.
p.
Scantarburlo, per esempio, dopo anni di studio e grazie alla sua
specializzazione in linguistica, ha scritto una grammatica e un dizionario
Criolo-Portoghese.
Il
criolo è la lingua franca, cioè quella che dovrebbero sapere tutti, (la
Guinea-Bissau é un piccolo paese africano, ma composto da numerose etnie, con
cultura e lingua proprie), nato dall’incontro tra il Portoghese, lingua dei
colonizzatori e le lingue locali, ha contribuito nella lotta di liberazione e
indipendenza molte.
A
volte mi trovo nelle tabanche e la gente parla la sua propria lingua, il
balanta, il mandinga, il fula, il mancagna, il pepel ecc...Ma piú o meno tutti
coloro che hanno frequentato la scuola primaria sá il criolo. Come farebbe Gesú
se fosse qui? Suppongo che, grazie alle sue raccomandazioni Paterne, le lingue
non sarebbero un ostacolo per Lui, e, dopo tutto, chi meglio di Lui ha saputo
parlare la lingua dell’Amore? Quella é internazionale.
Ma
tornando a noi, sapere il portoghese, lingua ufficiale, e il criolo, lingua
franca, è il minimo indispensabile per cominciare a lavorare.
La
parrocchia di Sant’Anna di Mansoa, a cui la nostra comunità appartiene, è
gestita attualmente da sacerdoti locali, p. Antonio Imbombo è il parroco, p.
Lino il coadiutore, e durante la settimana anche p. Abramo, che è parroco di
un’altra chiesa San Giuseppe, a Bissorà, cittadina a venti chilometri da Mansoa,
dove i diocesani hanno assunto, ma non hanno ancora una dimora stabile. Così P.
Abramo va a celebrare la messa tutte le domeniche e si fa vivo per funerali, o
cose urgenti, ma a Bissorà il resto del lavoro pastorale è nelle mie consorelle,
che sono presenti dal 1986.
La
parrocchia di Sant’Anna in Mansoa fino all’anno scorso era tenuta daí padri del
PIME, ma dato che dopo vent’anni di evangelizzazione la comunità cristiana
cominciava a dare i suoi primi passi, il Pime ha deciso, secondo il suo stile e
carisma di cedere la parrocchia ai diocesani, e di inoltrarsi in zone dove c’è
piú urgente necessità di primo annuncio, cioè nel Sud della Guinea: Bafatà,
Catio.
Ti
scrivo anche per chiederti consiglio, l’offerta grande che mi avete fatto il 3
Giugno come potrebbe essere destinata? Io l’ho consegnata alla mia
congregazione, ma di costume noi chiediamo all’offerente quale è la sua
intenzione. Io non conosco abbastanza bene la Guinea, e le necessità sono
moltissime, mi piacerebbe che ci fosse una relazione di amicizia e conoscenza
tra la nostra parrocchia di San Pietro e le diocesi di Guinea Bissau, la Chiesa
locale, non so come potremmo sostenere questa Chiesa.
Oltre
le attività di cui ti ho parlato, c’è il Catechistato, che attualmente dovrebbe
riaprire dopo un periodo di sosta e riorganizzazione. Lo scopo del Catechistato
é di formare famiglie cristiane perché siano segno e presenza di Cristo nelle
loro tabanche, sai che qui siamo la minoranza in mezzo a mussulmani e credenti
della religione tradizionale africana, e i cristiani sono “perseguitati”, cioè
messi alla prova dagli altri e influenzati affinché rinneghino Cristo o
facciamo le cerimonie agli Iran, o Spiriti. Quindi la Famiglia cristiana é un
elemento importantissimo affinché la fede si diffonda e radichi. Vedi un po’
...cosa pensi?
Il
contributo della nostra parrocchia potrebbe andare per aiutare alcune scuole in
autogestione e cioè sostenere la formazione dei bambini e dei giovani guineensi,
che purtroppo non hanno molte possibilità educative, nem un servizio di
istruzione pubblico che funzioni. Oppure nell’ambito della salute per esempio
per la medicina naturale, o il lavoro di prevenzione nelle tabanche.
Oppure potrebbe andare per qualche iniziativa della Diocesi di Bissau o di
Baffatà, per esempio il Catechistato, o altro....quello che mi piacerebbe é che
ci fosse un ponte di comunicazione tra la nostra comunità cristiana e quella di
qui, la Chiesa locale come ti scrivevo sta muovendo i primi passi, e si trova ad
affrontare grandi difficoltà, sia perché non ha una grande esperienza alle
spalle, sia perché non ha risorse economiche sicure. Devo ammettere anche che
purtroppo, alcune volte i sacerdoti locali, che studiano fuori del paese, per
esempio in Italia quando tornano hanno molte esigenze e difficilmente ritornano
ad adattarsi alla reale condizione del popolo. Penso sia comprensibile, solo che
ci vorrebbe una forte carica missionaria anche da parte dei diocesani, per
lavorare e collaborare insieme all’evangelizzazione qui. C’é un grande lavoro
sia di primo annuncio, che di formazione solida nella fede dei nuovi cristiani.
Come
Missionarie dell’Immacolata abbiamo nel nostro carisma, il servizio e la
collaborazione con la chiesa locale, di fatto il nostro specifico sarebbe in
primo annuncio, lanciare il seme della Parola di Dio, ma anche avere attenzione
che il seme nasca e la fede in Gesú Cristo nella Comunità Cristiana si faccia
sempre piú forte e sicura. Per questo abbiamo a cuore questa chiesa, perché
adesso é realmente molto nelle loro mani.
Un
caro saluto a tutti! Con affetto e nella preghiera
Sr.
Ornella
BUON
NATALE !

Santo Natale 2007
Guinea Bissau
“Alleluia Signore, chi ti
ha fatto così piccolo? L’amore”
(S. Bernardo)
E’ il primo Natale che vivo in Africa e mi trovo
a contemplare le meraviglie di Dio che viene a visitare e a incontrare il suo
popolo, i suoi figli, anche quelli della Guinea Bissau. Sono a Suzana da una
settimana, in questo tour delle missioni che sto facendo da quando sono
arrivata. Dopo il corso di criolo di Agosto e il primo mese passato nella
comunità di Bissau, sono stata a Bissorà e a Mansoa. Ho avuto la grazia di
partecipare al pellegrinaggio mariano a Cacheu l’8 Dicembre, facendo una bella
camminata la notte precedente con moltissimi giovani di tutta la Diocesi.
Si sta celebrando a più riprese quest’anno il
30esimo anniversario di fondazione della Diocesi di Bissau, ed è stato bello per
me partecipare a questa camminata di fede con gli altri.
Il tema era “Djunto Ku Maria, no misti Kirsi suma
Igreja famiglia di Deus”, cioè assieme a Maria vogliamo crescere come Chiesa
famiglia di Dio, è questo infatti il tema della prossima Assemblea Diocesana che
si celebrerà nel 2008. Tutte le parrocchie e le comunità cristiane sparse per la
diocesi si stanno impegnando a preparala, avendo come punti fermi “ferkidjias”
su cui riflettere e verificarsi e fare proposte: la comunione, la liturgia, la
testimonianza e il servizio. Qui a Suzana ho preso la Suzanite, mi è venuta la
pazza idea di imparare il felpe e di farmi padre del Pime….A parte gli scherzi,
p. Giuseppe Fumagalli, conosciuto da tutti come pe. Zè, p. Davide Simionato e p.
Franco Beati, (che è qui anche lui nel suo tour di conoscenza) mi hanno accolto
benissimo. Sto imparando un sacco di cose, visitando le tabanche e ascoltando
gli interessantissimi racconti storici di p. Zè, la storia della missione di
Suzana dall’arrivo del Pime nel 1952 con p. Marmugi e p. Andreoletti, hanno
segnato la storia delle missione in Guinea, dell’evangelizzazione e del primo
annuncio. La scelta di annunciare nella lingua locale, il felupe, l’attenzione
pedagogica di annunciare con chiarezza tutta la novità e la radicalità del
Vangelo, ma nel rispetto della libertà e della dignità dell’altro, il puntare
fin da subito alla formazione di comunità cristiane solide e ferme nella fede,
che potessero a partire dalle famiglie stesse, essere agenti di pastorale e di
annuncio, ha dato i suoi reali e apprezzabili frutti. Ho conosciuto qui, una
Chiesa locale cosciente e viva, cresciuta anche tramite la sofferenza, in un
ambiente tanto isolato, e di confine con una regione del Senegal, il Casamance,
che da anni chiede la separazione dal Senegal, innescando azioni di guerriglia.
Soprattutto appare agli occhi di tutti, anche ai miei così inesperti, come il
Seme della Parola di Dio ha i suoi tempi, deve essere seminata a piene mani e
con generosità, ma il tempo della fioritura e del raccolto sta nei piani di Dio,
e in questo la paziente e saggia attesa, dei primi missionari del Pime a Suzana,
specialmente p. Marmugi è stata esemplare. …E pensare che se non fossi capitata
in Guinea-Bissau non l’avrei neppure conosciuto, questa è una ricchezza per i
nostri Istituti e per tutta la Chiesa, sarebbe un peccato grave non apprezzarlo
e non farlo conoscere a tutti. I primi battesimi si sono celebrati dopo 17 anni
di catechesi e preparazione e un lunghissimo cammino catecumenale. Le comunità
che ho visitato sono davvero molto vivaci e forti, forse anche perché i primi
cristiani sono passati per una vera e propria persecuzione da parte dei villaggi
e dei loro parenti legati alla religione tradizionale africana, e qui
particolarmente secondo la tradizione felupe.
È una meraviglia e una gioia grande incontrare e
conoscere queste giovani comunità cristiane e vedere come il seme della Parola
incontri un terreno buono e fertile.
La Buona Novella, il Vangelo, cambia la mentalità
e il cuore della gente, ed è un motore fondamentale dello sviluppo. Gesù Cristo
nel Volto e nella vita di questi fratelli e sorelle felupe, mi interpella e mi
chiede di rinnovare il mio impegno di discepola, missionaria e religiosa.
Così ci evangelizziamo gli uni gli altri, e
l’esempio reale di cristiani semplici e provati mi testimonia la radicalità del
Vangelo e della sequela di Cristo, che ci libera e dona tutto se stesso e chiede
una risposta sincera e completa, senza mezze misure, compromessi o sincretismi.
Ringrazio Dio che per amore si fa così piccolo da
poter parlare al cuore di chiunque senza distinzioni o esclusioni. Vi auguro un
Natale ricco di amore e pace per le vostre famiglie e le vostre vite.
Prestiamogli attenzione, adoriamo in Silenzio questo grande mistero, e il suo
amore non tarderà a scaldarci il cuore e a incoraggiarci alla sequela. A chi ci
amato così teneramente da volerci incontrare sempre e in qualsiasi condizione
della nostra fragilità umana, non possiamo che rispondere con un tenero amore
adorante.
Con affetto e nella preghiera
Vostra sr. Ornella
BUON ANNO!
Venga il tuo
Regno!
Bissorã- Guinea – Bissau, 23 Gennaio 2008
Carissima/o come stai? Questa lettera circolare
non vorrebbe mancarti di rispetto come se non volessi impegnarmi un po’ di piú
per scriverti di persona, ma ti chiedo per questa volta di perdonarmi. Sono a
Bissorã, in Guinea Bissau, come giá saprai, e finalmente mi trovo nella mia
comunitá, lá dove sono stata destinata, per vivere in comunitá con le mie
consorelle: sr. Rosangela, sr. Maria e sr. Maria di Carmo (un’italiana, una
brasiliana e un’amazzonense) e per anunciare e testimoniare il Vangelo di Gesú
Cristo.
Bissorã é un’antica praça portoghese, cioé una
cittadina piccola, dove i portoghesi facevano il commercio, con gli autoctoni. É
nell’interiore, cioé nella foresta, ed é circondata da piú di 100 tabanche, o
piccoli villaggi. Noi lavoriamo in collaborazione con il parroco, pe. Abrão,
diocesano guineense, nella pastorale parrocchiale, soprattutto nella formazione
dei catechisti, dei liders, nella formazione delle famiglie, nella animazione e
formazione dei bambini e degli adolescenti.....e abbiamo contatto con numerose
tabanche, dove ci rechiamo a fare il primo annuncio.
Cioé....l’area in cui si trova Bissorã é abitata
per la maggior parte da Balanta, di religione tradizionale africana, ci sono
anche altre etnie, ma sono una minoranza. Come tutta la Guinea- Bissau, molti
si sono convertiti all’Islam, entrando a far parte delle etnie dei Fula, o dei
Mandinga. E i Mussulmani sono in percentuale la maggioranza.
Quando conoscono qualche famiglia cristiana o
qualche villaggio che ha cominciato il cammino cristiano si incuriosiscono, e
molte volte chiedono a noi di iniziarli, di aiutarli a conoscere Gesú. Il
cammino é lungo, precatecumenato, catecumenato, fino al battesimo, che purtroppo
molte volte é confuso con un passaggio di stato sociale, da incivili a
civilizzati, comunque é segno di un progresso.
Dicevo che mi scuso di non poterti scriverti
personalmente, anche se ti ricordo con affetto e prego per te, perché a Bissorá
non abbiamo l’elettricitá, né la connessione internet. Siamo proprio nella
foresta, é una vita tranquilla, in un certo senso fuori dal mondo, e per questo
non ho tutte le possibilitá di scriverti. Una volta al mese vengo a Bissau, la
capitale, e lí posso aprire l’internet e scriverti o rispondere alle tue email.
Vorrá dire che le nostre comunicazioni saranno un po’ piú lente del
dovuto......ma non smetteró di scriverti, e condividere con te come posso il
dono grande di essere missionaria in Guinea Bissau.
Questo tempo di inserimento significa vivere piú
concretamente l’abbandono e la confidente fiducia del bambino in braccio a sua
madre, é un tornare bambini, pensi di sapere, ma ancora devi ricominciare da
capo, ti accorgi che la realtá é cosí diversa, che ti mancano i criteri per
capirla, o giudicarla.
In fondo vedi con gli occhi, ma non comprendi, la
realtá in un certo senso ti sfugge. C’é una profonditá, un significato profondo
dietro le cose che appaiono, ma ancora non ti é dato di conoscerlo.
Ci vuole tempo e pazienza, soprattutto fiducia e
speranza che Dio aprirá la strada. Non conta quello che facciamo, ma quello che
siamo, e se realmente con la nostra vita e la nostra presenza testimoniamo il
Vangelo. È come se tutto quello che capita avesse un senso, che debba essere
custodito e portato nella preghiera, si tratta di permanere ferme e sicure,
ancorate al Signore, non lasciarsi travolgere dagli avvenimenti, ma assumerli
con apertura e responsabilitá, riconducendoli al Signore e chiedendogli che ci
illumini, che ci doni il Suo Santo Spirito per intervenire secondo la Sua
Volontá. Quanti sbagli possiamo fare quando le decisioni precedono la
riflessione, la preghiera e il discernimento. Questo vale in ogni caso, sia
nelle relazioni con le persone, sia nelle relazioni con le consorelle.
Fra poche settimane cominceremo la Quaresima, un
cammino di puruficazione e di conversione, un tempo prezioso per riaccostarci al
Signore, per prepararci alla Grande Festa dei Cristiani, la Pasqua del Signore,
vi auguro, come lo auguro a me che questa quaresima sia tutto nel segno
dell’Ascolto della parola di Dio e dell’Impegno a metterla in pratica ogni
giorno, con fedeltá e pazienza.
Restiamo uniti nella preghiera reciproca. Con
affetto!
Sr. Ornella

Suor Ornella dalla
Guinea-Bissau
Carissimi,
3 Giugno 2008 - Bissorà
come state? Spero che voi stiate bene e in
forma, come sempre nel servizio attento e prezioso di Dio e della sua Chiesa.
Grazie di cuore per le vostre preghiere e le vostre lettere che puntualmente mi
giungono per e-mail; quando il Signore è con noi e ci accompagna che cosa
dobbiamo temere?
Approfitto della partenza delle mie consorelle per le ferie per
mandarvi questa mia.
Il tempo vola... e un anno fa stavo lì con voi, durante la
celebrazione della mia professione perpetua... E' passato già un anno, ma sento
tutta la gioia e l'entusiasmo del primo giorno del mio cammino, quando ho detto
al Signore "Sì, eccomi... mi fido di Te, Ti appartengo". La vita a volte riserva
delle piccole sofferenze, ma tutto passa e si riempie di senso in Gesù Cristo e
nella sua Croce.
Vorrei raggiungere tutti gli Anziani della Casa di Riposo per
salutarli con tanto affetto e ringraziarli per le loro preghiere.
Qui in Guinea Bissau la gente è molto semplice e accogliente, mi
trovo bene, e grazie a Dio ho cominciato a parlare un pochino la lingua locale,
il Criolo.
In Marzo e Aprile ho accompagnato 7 signore anziane al
Battesimo... è stata una bella esperienza per me.
Vorrei ringraziare in primo luogo Dona Clara che fu la prima a
domandare di essere battezzata e con il suo entusiasmo ha spinto altre a
chiedere di entrare nella Chiesa. Dona Clara, una donna forte e semplice, di
etnia balanta, proveniente da una tradizione di religione tradizionale, sposata
con un mussulmano, ma che fino all'ultimo ha resistito alla pressione del marito
di convertirsi all'Islam.
Con un numeroso numero di figli e nìpoti e pronipoti, arrivata
all'età di 70 anni sente il desiderio di conoscere il Cammino di Dio, come è
chiamato qui, il cammino di conoscenza di Gesù e del suo Vangelo per entrare
nella Chiesa cattolica.
Abbandona le antiche usanze e le tradizioni che la legavano al
mondo degli spiriti... e come discepola attenta comincia ad ascoltare la Parola
di Dio, a pregare, a ricevere i primi rudimenti di Catechismo.
Io, in quel tempo, mi trovavo nella comunità di Bissorà, ero
appena arrivata e per questo più libera, così la Superiora mi chiede di seguirla
e visitarla due volte per settimana per prepararla al battesimo.
Ho imparato molto da Dona Clara, nonostante fosse gravemente
ammalata, la sua gioia e il suo impegno nell'ascoltare la Parola di Dio mi
edificavano.
Spesso mi diceva: "mia figlia raccontami tutto, tutto, voglio
conoscere tutto del Cammino di Gesù". A volte le domandavo cosa pensava di un
passo del Vangelo, dell'atteggiamento di Gesù e mi dava delle risposte così
profonde e teologiche... da lasciare con la bocca aperta... questa è la sapienza
dei semplici e degli umili di Dio.
Quello che più la toccava e la entusiasmava era la Misericordia
di Dio, il suo amore per il figlio giovane... ma anche per il figlio più vecchio
del Vangelo di Luca.
Ma anche il racconto del vecchio Nicodemo del Vangelo di Giovanni
3...
Ascoltava attentamente e quando percepiva qualcosa i suoi occhi
prillavano e sorrideva, come accade a chi. scopre una perla preziosa o un
tesoro.
Una settimana prima della Celebrazione del Battesimo le sue
condizioni di salute si aggravarono molto, lottò fino all'ultimo, avrebbe voluto
celebrare il Battesimo con le altre 6 donne anziane che accompagnavo, ma per
disegno misterioso di Dio non fu possibile, e il 4 Aprile la mia Consorella Suor
Rosangela de Oliveira la battezzò in casa sua.
Nonostante la stanchezza e la febbre partecipò attivamente alla
celebrazione cantando di tutto cuore che Sì credeva in Gesù, credeva nell'unico
Salvatore Gesù Cristo e tutta la sua vita stava nelle sue mani.
La notte stessa si aggravò molto di più e in mattinata chiuse gli
occhi per aprirli di nuovo nel Regno dei Cieli... era il suo grande desiderio,
vivere per sempre vicino a Dio.
Non posso nascondervi che ho pianto di commozione e che continuo
a ricordarla chiedendole che interceda presso il Signore Gesù la grazia della
conversione per questi fratelli della Guinea Bissau. Questa cattedra della
sofferenza accettata e accolta con amore grida più forte di mille lezioni.
Spesso quando canto quella canzone che tanto le piaceva
"Credo nel Signore, credo in Gesù,
tutta la mia vita sta nelle sue mani,
Gesù è il Cammino di Salvezza... "
non posso che ricordarla con tanto affetto.
Grazie Dona Clara.
La domenica successiva, 6 Aprile, si celebrarono i battesimi
delle altre signore anziane, con le quali continuo il cammino di approfondimento
e crescita nella fede in Gesù Cristo.
Carissimi, volevo condividere con voi questi miei primi passi in
terra di missione. Vi ricordo e abbraccio tutti con grande affetto, che il
Signore sia la vostra roccia... e fonte di vita, uniti a Lui, donandoci
totalmente per Amore e offrendo le sofferenze e le contrarietà della vita...
saremo anche noi in / con / e per Lui fonte di Speranza e di Amore per l'umanità
assetata di Dio Misericordioso di Gesù Cristo.
Con affetto e nella preghiera
DALLA GUINEA BISSAU
Bissau, 20 Agosto 2008
Carissimi,
il tempo vola, lo scorso 3 giugno ho celebrato
il primo anniversario di professione perpetua. Più vado avanti , più entro in
questa realtà nuova e più mi rendo conto che la missione é una questione di
Amore, e che alla fine solo l’Amore resta.
Giorni fà sono andata a far visita a una famiglia in lutto, il
marito piangeva la giovane moglie morta per AIDS. Le parole a volte sono
superflue, ma a volte le persone aspettano una parola di consolazione ....
abbiamo pregato insieme, e fatto memoria di come l’amore é per sempre, neppure
la morte lo può cancellare. Come persone piangiamo la separazione fisica dei
nostri cari, ma l’amore che ci unisce, niente e nessuno lo può eliminare … e
questo non solo per noi cristiani che aspettiamo la risurrezione dei morti, ma é
per tutti … Chi ci separerà dall’amore di Cristo?
Purtroppo l’AIDS sta uccidendo un numero molto alto di persone, e
tutti i giorni, soprattutto giovani. E’ una tristezza! Le persone semplici
legate alla Religione Tradizionale non credono all’esistenza di Virus o
batteri... cercano la cusa della malattia in relazione all’osservanza o non
osservanza degli usi tradizionali, alla fortuna o alla sfortuna, agli spiriti
malefici o vendicativi... Purtroppo la gente non ha coscienza della possibilità
di una prevenzione o di una più attenta assunzione di responsabilità per quanto
riguarda i rapporti sessuali e così la malattia dilaga incontrollata.
Il sistema sanitario locale tenta in qualche modo di
sensibilizzare le persone, soprattutto cominciò una campagna per l’uso del
preservativo, ma é troppo poco e forse neppure l’intervento più appropriato.
Molte volte non ricorrono all’Ospedale neppure ai primi sintomi
del male... é triste vedere persone giovani che se curate con un farmaco
antiretrovirale potrebbero vivere ancora qualche anno, e ancora più triste
vedere la degradazione morale e la promiscuità, specialmente in Bissau. Il
sesso é un gioco, vissuto come mero piacere, si é svuotato di qualsiasi senso
umano, e tutto questo ha portato alla diffusione sempre più rapida dell’AIDS.
Come combattere questo male? Come aiutare le persone a superare
una mentalità ascientifica? Come educare ai valori morali? E sopratutto come
evitare che i sani valori della Tradizione non siano completamente soppiantati
dal nulla, dalla corsa al denaro e a una posizione di alto rango, e a una
mentalità egoistica e individualista? Stiamo collaborando con gli agenti di
salute locali, quelli più sensibili... ma a volte l’impressione é di fare un
“buco nell’acqua”.
Attualmente mi trovo a Bissau solo di passaggio, la mia comunità
di Bissorã sta chiusa durante la settimana, oltre alle due consorelle che erano
partite per le ferie, una consorella é dovuta partire urgentemente per motivi di
salute, e restando sola non era consigliabile restare in comunità da sola.
Con un altra consorella vado ad aiutare la comunità cristiano
solo da venerdì a domenica. Vi confesso che é penoso dover lasciare il campo,
vedendo tutte le necessità, ma non c’era altra via.
Il lavoro pastorale, in questo tempo estivo, é momentaneamente
fermo, per lo meno la catechesi nelle tabanche e il cammino catecumenale. La
sfida grande é comunicare il Vangelo, adesso posso parlare il criolo, cioè me la
cavo, una lingua non si é mai finito di imparare. La gente nella tabanca mi
chiedono di imparare la loro propria lingua locale, il Balantà-Mané, é una
lingua con influenza arabe, un poco aspirata...non é per niente facile, posso
dire tre parole, e salutare, ma non mi sono ancora applicata allo studio.
Comunicare il Vangelo é il nostro servizio, e per questo dobbiamo cercare di
fare il possibile, chissà che l’anno prossimo possa cominciare a studiare anche
il Balantà-Mané? Per ora sono in attesa di un mandato chiaro, la mia comunità é
Bissorã, ma in Settembre/Ottobre le cose potrebbero cambiare, non siamo molte in
Guinea-Bissau, e il nuovo governo della Delegazione dovrebbe dare un nuovo
assetto alle nostre 3 comunità.
Tutti i giorni imparo qualche cosa, la mentalità, la visione
della realtà ... qui così differente. Solo quando mi sarò incarnata qui potrò
comunicare il Vangelo... ma quando? E nel frattempo? Mi rendo sempre più conto
che l’Inculturazione del Vangelo é compito della Chiesa locale, ma allo stesso
tempo la chiesa locale ci interpella... aiutateci!
La nostra Chiesa Locale é viva, giovane, vivace... quando sento
comunicare il Vangelo da un catechista locale mi sembra di capire un pochino di
più le persone e sento che i catechizzanti lo sentono più vicino, più loro.
Qual é il mio compito? Annunciare il Vangelo e molto più
testimoniarlo con la vita. Non é sempre facile in comunità internazionali come
la mia, ma è così bello vedere che Dio cammina con noi e non ci abbandona. Ci
insegna ad amare come Lui ci ha amati.
Un abbraccio con amicizia e in comunione di preghiera.
gennaio 2009 NOTIZIE DALLA GUINEA BISSAU
Venga il Tuo
Regno 13 gennaio 2009, Bissorã - Guinea Bissau
Carissima Anna,
e voi
tutti del Gruppo Missionario, come state? Spero che tutto vada bene e che
abbiate festeggiato bene il Natale e il passaggio dell’anno nuovo. Ho ricevuto
una email dell’Associazione Porto Alegre che diceva che erano in vendita regali
per la Befana!!
Il
giorno 6 gennaio qui era un giorno feriale come gli altri; abbiamo celebrato
l’Epifania il 4 gennaio, la domenica anteriore
La
Guinea Bissau è un piccolo stato d’Africa, ma molto ricco in cultura e
tradizione.Siamo in un paese che è per maggioranza di Religione Tradizionale, ma
ci sono anche molti mussulmani … intere etnie che si sono convertite all’Islam.
Ci sono i protestanti, evangelici e un numero infinito di sette varie. Anche se
i Portoghesi si sono insediati già nel 1500, l’evangelizzazione ha avuto inizio
circa sessant’anni fa … Le radici sono ancora piccole e tenere. La mentalità non
si cambia dall’oggi al domani.
E’
bello andare a comprare il pane al mattino al forno … e passando per la piazza
sentire la radio dare notizie in francese (siamo vicini a Paesi africani di
lingua francese, come il Senegal e la Guinea Conacry), dall’altra parte un
piccolo gruppo che parla il mandinga, altri il balanta, altri il criolo etc. La
coscienza nazionale è ancora fragile; la Guinea Bissau è un popolo nato
dall’incontro di molti popoli. In questo sembra molto simile all’Italia.
Io,
grazie a Dio, sto bene e sono ben inserita. Il lavoro di catechesi, ascolto
delle persone, formazione dei leaders, pastorale ecc. non manca, ma questo
cercare sempre, nei limiti …, di fare la volontà di Dio, che mi ha chiamata qui
ad annunciarlo, mi dà infinita gioia e pace.
Un
caro ricordo a voi tutti nella preghiera, davanti all’Eucaristia.
Suor Ornella |