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Parrocchia San Pietro - Abbiategrasso

 

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Le raccomandazioni della Curia di Milano erano espresse nel seguente modo:
“E’ desiderio dell’E.mo Card. Arcivescovo che durante la S. Visita Pastorale si sospendano possibilmente le bande e quanto altro può distrarre i fedeli dall’accorrere ai SS. Sacramenti. Si provveda invece un sufficiente numero di confessori che sia pronto oltre che alla sera precedente, anche alla mattina della S. Comunione generale”.
A questo riguardo nessuna nota del parroco nel chronicon. Tuttavia Don Ottavio Paronzini risponde al questionario curiale con alcune precisazioni. Ve ne trascrivo di seguito qualcuna: ”La chiesa attuale di S. Pietro fu edificata nell’anno I753 su disegno dell’architetto Croci - Fu compiuta nel 1763, spendendo in totale 66 mila lire. Non è consacrata. Ogni anno si celebra la festa della Dedicazione (non capisco di quale “Dedicazione” si tratti dal momento che si dice che la chiesa non era consacrata, forse intendeva dire la festa patronale di S.Pietro). Vicino alla chiesa sono dei commodi locali di ripostigio fabbricati nel 1924 dalla Fabbriceria. La chiesa è abbastanza difesa dalla umidità. Riuscitissimi restauri generali furono compiuti nel 1934. Gli altari sono 5:
- il maggiore, privilegiato
-Madonna della Neve
-S. Sebastiano
-S. Cuore
- Madonna delle Grazie. ....Esiste l’oratorio di S. Rocco sulla Riva, che si ritiene edificato al tempo della peste di S.Carlo (sic).
Fu decorato circa 10 anni fa, internamente; esternamente è deteriorato.
Vi si conserva il SS. Sacramento
-Alla festa vi si celebra la S. Messa con S. Vangelo (la predica)
-A sera dottrina e Benedizione
- Tre Altari
- Si provvede colla elemosina in chiesa ......
Vi è un solo oratorio privato: Sanchioli, dove non si celebra mai.....
I registri dei nati più antichi risalgono al 1604, quelli dei morti al 1627, quelli dei matrimoni al 1672......
La casa del parroco è composta di 10 stanze, più 3 locali rustici e cantina. E’ unita alla chiesa, ha orto e giardino e cortile di circa due pertiche milanesi - In buono stato.
Il beneficio consiste in un prato di circa 10 pertiche col reddito di circa lire 350 annue circa. C’è un supplemento di congrua di £ 200 annue. Non c’è nè passio, nè grano, nè bozzoli. Il reddito è tutto in straordinari. Di questi un buon terzo va distribuito ai coadiutori, che non hanno alcun beneficio.
Rimangono pel parroco circa 12000 lire annue. Le imposte pubbliche sono di £. 180 mensili - Di più vi è la necessita assoluta dell’Automobile per la straordinaria estensione della parrocchia, circa 35 Kilometri di periferia con una popolazione di 10 mila anime.... L’istruzione catechistica dal pulpito è impartita in chiesa dal parroco.
Nell’oratorio di S. Rocco dal coadiutore di settimana.....
C’è 1’oratorio maschile con circa xoo figlioli e 1’oratorio femminile con circa 100 figliole....
Le feste più solenni sono quella della Madonna delle Grazie, la prima domenica di maggio e quella di S. Pietro....
La popolazione è di circa 10.000 anime. Rari gli emigranti... C’è la Confraternita del SS. Sacramento, uomini 100,donne 150. Circolo Uomini Cattolici 50,Giovani Cattolici 40, Gruppo Donne Cattoliche 50, associazione femminile giovani x150, Associazione Buona Stampa, Consiglio parrocchia- le, Figlie di Maria, Luigini...
La frequenza ai SS. Sacramenti, considerata la distanza dalla chiesa di circa tre quarti della popolazione, è lodevole.
Mentre al principio del 1900 si facevano circa 10.000 Comunioni annue, nel 1934 se ne fecero 50.000.
Circa un migliaio non fanno pasqua. Alla domanda del questionario se vi siano scandali abituali, per es. bestemmia, ubbriachezza, parlar disonesto, profanazione della festa, balli promiscui, la moda invereconda e scandalosa anche nel luogo sacro o altri disordini, il parroco risponde: ”C’è un po' di tutti questi mali”. Riguardo ad unioni matrimoniali con il solo rito civile, la risposta è: ”Parecchi casi regolarizzati”, e termina dicendo “funerali civili rarissimi”.

La prima Visita Pastorale del Card. Schuster alla nostra parrocchia avvenne nel modo seguente:
Giorno 22 settembre ore 15.30
- visita reliquie, archivio, opere cattoliche
Giorno 23 settembre ore 5
- S. Messa,discorso, SS. Comunioni
- ore 7 S. Cresima.
Il clero di S. Pietro:
A - Il parroco Don Ottavio Paronzini è nato il 22 ottobre 1861 a Montegrino, studiò nei nostri Seminari e fu ordinato il 7 giugno 1884 da Mons. Calabiana. Fu tre anni coadiutore a Gavirate, due anni vicario spirituale in Agra, dal 1889 parroco a S.Pietro.
B - Don Camillo Annovazzi è nato a S. Pietro d’Abbiategrasso il 20 novembre 1866. Studiò nei nostri seminari, fu ordinato nel 1892. Fu coadiutore a Bellinzago, indi a Monte Solaro, dal 1898 è coadiutore a S. Pietro.
C - Don Luigi Viganò è nato a Lissone il 27 luglio 1907. Fu nell’Istituto delle Missioni Estere fino al secondo corso teologico, quindi nel seminario di Venegono. Fu ordinato il 10 giugno 1933 e fu destinato coadiutore a S. Pietro.
Alla Visita fecero seguito i sottoscritti decreti.
Nella Visita Pastorale da Noi fatta nel giorno 22/23 settembre 1935 alla chiesa di S. Pietro in Abbiategrasso, abbiamo decretato come decretiamo quanto segue:
1) Alla formula della consacrazione disposta nella porticina del tabernacolo si faccia dovere di aggiungere per completarla la parola “ENIM” - Si provveda alla doratura della chiave del tabernacolo.
2)ll vasetto dell’Olio Santo si deve conservare nel suo piccolo tabernacolo in coro.
3)Si provveda al restauro del reliquiario della S. Croce e di altro reliquiario che ha il vetro rotto.
4)Il vano retro all’altare sia disposto a conservare decorosamente le SS. Reliquie.
5)Si accomodi la predella dell’altare alla cappella in cornu evangelii.
6)Le statue rimosse antecedentemente alla S. Visita non debbono esservi ricollocate.
7)A1 sacrario si dia una miglior disposizione e sia in seguito ben tenuto.
8)Si raccomanda una miglior nettezza nei corporali, nelle tovaglie ed in tutta la biancheria della chiesa.
9)La sacrestia è troppo piccola ed insufficiente alla miglior conservazione di quanto è annesso alla chiesa.
10)Disapprovando quanto circonda la sagrestia e le mura della casa parrocchiale, il parroco farà le opportune pratiche presso 1’attuale proprietario confinante perché dalla sagrestia e dalla casa parrocchiale sia rimosso quanto non è conveniente, nè opportuno, e si ottenga quell’ordine che tanto giova alla salubrità degli ambienti vicini.
PER L'ORATORIO DI SAN ROCCO SULLA RIVA
11)Dall’altare al coro vengano rimossi i supporti, i quadri e le tende. 12)La cappella disposta a devozione della Madonna di Lourdes, venga ritornata al suo primiero stato, riponendovi 1’antico quadro. Alla porta si dia una verniciatura. Si provveda con certa sollecitudine al restauro della facciata.
13)Il calice e la patena dell’oratorio richiedono una nuova doratura.
14) Il parroco ci presenti con certa sollecitudine copia della convenzione fatta per 1’assistenza religiosa all’ospedale ed al tubercolosario e quale è 1’onorario che viene assegnato al Rev. Coadiutore per il servizio che vi presta, dandoci nota precisa di quanto può percepire dalla parrocchia.
15)Nel registro dei morti si riferiscano i Sacramenti che effettivamente hanno ricevuto i morienti.
16)L’erogazione delle offerte cassa-morti, d’ora innanzi sia fatta secondo le prescrizioni sinodali.
 

Da questi decreti si rileva 1’aspetto di un mondo piccolo e chiuso di allora. Sono piccole cose oggi pacificamente adempiute e superate senza il bisogno di un decreto arcivescovile. D’altra parte si nota la preoccupazione dell’Arcivescovo liturgista - pastore che si interessa anche delle cose minute riguardanti il culto e il luogo delle celebrazioni, il rispetto e il decoro per tutto ciò che riguarda le reliquie dei Santi. Il monaco Schuster, romano di nascita, aveva fin da piccolo assorbito il culto dei martiri delle catacombe e da arcivescovo aveva portato a Milano questa sua propensione e venerazione per le sante Reliquie procurando ai parroci non poche noie. ln seguito anche i preti impararono la lezione, che cioè la devozione ai santi è la scorciatoia per arrivare a Dio. Ora possiamo venerare anche il piissimo Cardinale come Beato e si può dire che tutta la Diocesi ambrosiana è una reliquia di Lui. ll suo passaggio frequente in tutte le parrocchie ha lasciato qualche scritto, almeno la firma sui documenti di archivio e questo è sufficiente a farcelo sentire ancora vicino come protettore. Ma soprattutto la sua santità che ha lasciato una traccia indelebile in tutte le parrocchie.