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DOMANDARSI: COME VANNO LE COSE?

 

Per avere un’idea di come vanno le cose in una azienda, l’esperto guarda i bilanci, i conti, le statistiche, confronta l’anno passato e l’anno corrente, prevede come andrà l’anno prossimo.

Per avere un’idea di come vanno le cose in una scuola, l’esperto guarda i registri, i verbali, i tabelloni dei voti, fa la statistica dei promossi, dei bocciati, confronta il numero degli iscritti degli anni passati.

Per avere un’idea di come vanno le cose in un comune l’esperto guarda i bilanci, i verbali dei consigli comunali, controlla le statistiche dei nati, dei morti, legge le lettere di richiesta e di protesta, verifica la compattezza della maggioranza e lo stile dell’opposizione.

Per avere un’idea di come vanno le cose nel mondo, le persone comuni leggono il giornale e a seconda dei titoloni si fanno una idea delle cose più importanti: così che può capitare che una balena che si abbandona su una spiaggia o un allenatore che cambia società sembrino un problema più serio di tutti i bambini che lavorano nelle miniere di Zamfara, che, infatti, quasi nessuno sa dove sia.

Per avere un’idea di come vanno le cose nel sangue di un  paziente, l’esperto guarda i risultati della analisi, conta piastrine e colesterolo, calcola statistiche e confronta con gli standard.

 

Ma come fa Dio ad avere una idea di come vanno le cose sulla terra e nella Chiesa?

A quanto pare Dio non sembra molto interessato alle statistiche e ai titoloni dei giornali. Sembra che quello che più interessa a Dio è la gioia di ogni persona, la mia, la tua. Quello che decide la vicenda del mondo, secondo il punto di vista di Dio, è la mia, la tua decisione di essere felice o infelice, cioè la mia, la tua relazione con Dio, senza il quale la gioia non può esistere.

Per dirla in poche parole, la storia secondo Dio non è fatta di statistiche o di eventi, ma è fatta di vocazioni.

 

Forse c’è un momento in cui si verifica un anno pastorale: preti e laici si interrogano: “come vanno le cose nella nostra comunità?”.

C’è un momento in cui si programma un nuovo anno pastorale: preti e laici si interrogano: “quali sono le iniziative che dobbiamo curare? Quali priorità dobbiamo perseguire?

Viene da domandarsi: preti e laici misureranno i risultati raggiunti e quelli mancati come gli esperti di statistiche e di bilanci o si metteranno a servizio della tua gioia e della mia, della tua vocazione e della mia?

                                                                                                                                                         Don Mario il Vicario

 

 Intervento del Vicario Episcopale, sua Ecc. Mons. Mario Delpini

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Per contattare Mons. Mario Delpini,

Vicario Episcopale della zona pastorale VI

        *  P.zza Fontana, 2- 20122 MILANO

        *  e-mail: viczona6@diocesi.milano.it

        *  tel. 02.8556209