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Sta per arrivare una bella “botta”, stando alla tabella di marcia per il pagamento della costruzione dell’Oratorio. Dopo il controllo sullo ‘stato di avanzamento’, se tutto sarà a posto secondo la direzione dei lavori, arriverà la fattura e, secondo quanto concordato, occorrerà pagare il dovuto.

Ad ogni modo, per questo secondo notevole pagamento, ci sono le vostre offerte degli anni precedenti.

C’è da dire però che le scadenze successive lasciano un pizzico di respiro perché un po’ più avanti come tempo e inferiori come ‘peso’ rispetto a quanto ci attende nelle prossime settimane!

Poi saremo un po’ a corto di ‘viveri’ …

La causa è soprattutto la situazione generalizzata di difficoltà lavorative e finanziarie, per cui la prima attenzione da avere è verso la propria famiglia e, già in essa, bisogna badare all’essenziale, rinunciando al superfluo.

Continua però, d’altra parte, la generosità di famiglie che forse compiono rinunce grandi, per le loro possibilità. Giunga un grazie sincero alle famiglie che si trovano  in una situazione non facile e, nonostante questo, se la sentono ancora di continuare ad offrire o mettere da parte nel salvadanaio il loro contributo per l’Oratorio. Un grazie va anche alle famiglie che, fatti i conti, non possono o non se la sentono, per il momento, di offrire il loro contributo, ma tengono vivissimi nel cuore l’attenzione ed il desiderio di condividere in ogni modo il lavoro che si sta facendo!

Salga al Signore allora una preghiera, da parte di tutti, perché il lavoro materiale che si sta compiendo sia sempre più occasione per un cammino di fede e di condivisione della vita della comunità parrocchiale. Non vada mai dimenticato lo scopo ultimo di tutto quanto si fa per un Oratorio: la formazione umana e cristiana dei giovani, essi sono il futuro della Parrocchia e della società. Ogni cosa ben fatta con questo obiettivo è una garanzia e una speranza per il futuro!

Un grazie grande anche a tutti quelli che permettono una regolare prosecuzione dei lavori, ai vari lavoratori, negli uffici e sul cantiere. Ma al primo posto si deve dir grazie a  Don Egidio, che ‘tiene su’, con la sua attenta e gioiosa simpatia, con i suoi semplici e gustosi ‘momenti di ristoro’, chi è in cantiere a lavorare. Certo questo gli è permesso anche per il clima creato dalle persone che gli stanno accanto come collaboratori: ‘tengono d’occhio’ la situazione e offrono così a lui la possibilità di essere sempre attento a quanto avviene nel cantiere, continuando a fare diligentemente il prete dell’Oratorio.

Accanto a Don Egidio un grazie a chi non manca mai di fare un giro, magari due ogni giorno, nel cantiere con occhio attento e competente, con i fogli dei disegni in mano, ma con tutto ben stampato nella mente; un grazie a chi è presente ad ogni riunione di verifica  e programmazione per un parere, un consiglio, una osservazione carichi di tanta esperienza e saggezza: il grazie grande così va al signor Emilio! Sicuramente, a tutt’oggi, la sua presenza ed il suo aiuto nel seguire i lavori del cantiere mi sembrano molto preziosi, un po’ indispensabili. Sono un bel dono, tempo fa impensabile ed ora molto gradito.

Vien da rinnovare il grazie alle persone che fin dall’inizio si sono date da fare per realizzare il progetto: penso al signor Michele per tutto il cammino di progettazione di assolvimento delle pratiche burocratiche: i permessi, l’appalto, l’esecuzione dei lavori ...; penso al signor Sandro, per l’utilizzo di quanto avete offerto: pagamenti vari, scadenze, titoli, interessi, bonifici e cose delicate di tal genere. Un grazie anche a tutti quelli a cui, forse, è chiesto meno lavoro materiale, ma che, stando attorno a quelle persone, contribuiscono a creare un clima di serenità, di fiducia, di stima: questo stimola e incoraggia non poco!

Tornando a parlare di scadenze per i pagamenti, forse può essere giusto sapere che verrà recapitata una lettera ad alcune famiglie e attività lavorative, che ci pare possano esaudire quanto nello scritto si propone, e agli istituti bancari. Si fa questo per metterli a conoscenza di quanto sta crescendo in Oratorio e sollecitarli ad offrire, secondo le loro possibilità, un aiuto straordinario.

Potrà capitare che, ricevendo la lettera, qualche famiglia rimanga male perché vien considerata capace di un aiuto straordinario e invece non si sente tale. Ma nello stesso tempo qualche altra famiglia, non vedendo giungere la lettera, potrà sentirsi altrettanto male per essere considerata incapace di tale aiuto straordinario mentre sa di poterlo offrire e sarebbe davvero onorata di poterlo fare.

Chiediamo in anticipo scusa alle famiglie che si venissero a trovare in queste situazioni un po’ opposte. Nulla vieta da una parte di cestinare la lettera e dall’altra di offrire il proprio dono, magari dopo aver richiesto e aver dato uno sguardo alla lettera stessa.

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Aggiungo ora una considerazione in tutt’altra direzione, soprattutto perché diventi motivo di preghiera.

Alla ripresa dell’anno pastorale, si notano un po’ di cambiamenti, scombussolamenti spostamenti, sconvolgimenti, riorganizzazioni in Decanato ed in città: non nella nostra Parrocchia.

Sorgono a volte domande su ciò che può indurre a compiere determinate scelte, a volte ci sono perplessità per i modi in cui questo avviene.

Vale la pena che ci sia qualche pensiero, qualche riflessione, un po’ di preghiera innanzitutto per la fraternità sacerdotale che tante volte viene chiamata in causa.

Vale la pena che ci sia qualche pensiero, qualche riflessione, un po’ di preghiera anche per il modo di essere presente del prete nella vita della Parrocchia, tra i fedeli, tra la gente.

In tutto questo c’entrano fede, carità, stima, rispetto, attenzione, generosità, coraggio, buon esempio, ma soprattutto, lo ripeto a me stesso, c’entra il mio rapporto con il Signore.