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pagina precedente pagina iniziale Riprendendo dopo qualche giorno “La parola del parroco” che stavo preparando, ho dovuto ricredermi su quello che all’inizio avevo pensato e scritto: “Per fortuna che noi, preti di San Pietro, non siamo mai ammalati tutti e tre insieme: al massimo uno per volta e sempre facendo tutto il possibile per non essere di peso agli altri due”. Quasi a farlo apposta, due e mezzo su tre siamo acciaccati (tra l’altro, Don Luigi manda a ringraziare davvero di cuore le tantissime persone che, in modi diversi, gli hanno fatto gli auguri e gli hanno manifestato il loro affetto nell’occasione dell’anniversario sacerdotale; ringrazia tramite “La Pietra”, perché non se la sente di farlo personalmente a tutti per iscritto). Ciononostante mi pare che ciascuno ci metta tutta la buona volontà per fare meglio che può il proprio lavoro; così in caso di necessità o di emergenza, come adesso, non si sovraccarichino gli altri preti e il lavoro può continuare, perché è ben impostato. Il lavoro può continuare anche per diverso tempo con il solo peso morale e di riferimento del diretto interessato e la collaborazione attenta, generosa e competente di quanti conoscono e condividono gli impegni di ciascuno dei preti. C’è comunque da sperare che ci
si rimetta tutti in salute, perché tutto è sicuramente più semplice e in più si
evita di … “far venire pensieri cattivi” ad altri magari “pronti” a cogliere,
dietro una apparente “disponibilità all’aiuto”…, l’occasione di difficoltà per
“sistemare la situazione” a modo loro. Chissà, forse anche questi che ho espresso sono pensieri cattivi come quelli e quindi da scacciare; ma ogni tanto entrano nella testa. Non si riesce scacciarli subito; una volta allontanati, si presentano di frequente occasioni che li fanno tornare insistenti. E se così non fosse? E se non riuscissimo a cavarcela? Beh, “morto un papa ne fanno un altro”. Intanto però non ci sogniamo di arrenderci; anzi, sembra proprio che ce la caviamo e, pur con qualche difficoltà e fatica, si può “tirare avanti” e dignitosamente! Certo poi tutto dipende da quello che si fa, che si offre, che si dona alla gente, dipende da quello che si considera importante da donare alla gente, per cui quello che ad altri può sembrare un “tirare avanti”, invece è offrire ciò che vi è di più importante e indispensabile. A questo proposito, il Papa, in una delle ultime udienze del mercoledì, parlando di un prete santo, Don Giuseppe Cafasso (direttore spirituale di santi preti, tra cui anche San Giovanni Bosco), indicava i punti fondamentali che quel prete santo si premurava di curare nella formazione dei sacerdoti. Chissà se Papa Benedetto li ha
ricordati anche per richiamarli a noi preti di oggi, spesso preoccupati, anzi
super occupati in mille faccende e iniziative (“assolutamente necessarie!”
“insostituibili!” … ci mancherebbe!), con il rischio (e non solo ...) di Mille attività e iniziative come quelle di quel responsabile di quel settore della vita diocesana che, ripetutamente richiesto di un colloquio, da parte di una operatrice di quel settore, lo ha giustamente (giustamente! giustamente?!? sic!) negato. Il rifiuto in particolare è arrivato naturalmente, date le sopraddette numerose ed importanti attività, tramite interposta persona, la quale indicava come unica assoluta possibilità di incontro e dialogo (incontro?! dialogo?!?) la famosa, insostituibile (o forse no?) email o posta elettronica. Il Papa, a proposito di Don
Giuseppe Cafasso formatore e direttore spirituale di sacerdoti, parlava di
intensa vita spirituale, di ascolto della Parola, di annuncio della Parola di
Dio, di sacramenti, di eucaristia, di penitenza. E dire che questi elementi
fondamentali della vita spirituale e quindi della vita non raramente sono
circondati da giuste premure e preoccupazioni affinchè non vengano sciupati.
Solo che talvolta le premure e la preoccupazione per questi elementi
fondamentali sono così Non so se il legame tra noi preti, così diversi, è l’origine o è il risultato del clima sereno e bello, almeno noi lo sentiamo così, che si respira normalmente qui a San Pietro e che si manifesta in alcuni momenti come, tra gli ultimi, la conclusione dell’incontro dei Consigli Pastorali del Decanato, piuttosto che il 55° di Don Luigi o il 50° di Padre Achille o anche solo il pellegrinaggio pomeridiano a Caravaggio con il Decanato. Sarebbe bello riuscire a far sentire a tutti questa ricchezza, così che tutti ne possano godere e trarre frutto. “E se tutti accogliessero
questi inviti?” ci si domanda. Si riuscirebbe a “star dietro a tutti”? Che so:
un rinfresco non per 300, ma per 3.000 persone? Non so come, ma si riuscirebbe a proporlo soprattutto se si conservasse e facesse crescere fra i tremila il clima che c’è fra i trecento! Tornando poi alle riflessioni
iniziali sulla salute dei preti, posso aggiungere che, tra l’altro, il tempo
dell’estate quest’anno in parrocchia, soprattutto per chi si renderà
disponibile, non si preannuncia troppo
Si tratterà, per agosto e settembre di lavori di pulizia, di sistemazione dei vari ambienti, cappella, aule, bar, casa del prete, salone, campi da gioco; si tratterà di imparare a far funzionare e curare i vari impianti ed attrezzature, di assumersi incarichi di controllo e manutenzione; ci sarà un bel lavoro per preparare l’inaugurazione con il Cardinale a fine settembre e soprattutto per poter iniziare a pieno regime il nuovo anno oratoriano ad ottobre. Si tenterà di fare tutto questo giocando un po’ con acciacchi, malattie, difficoltà e problemi vari. Servirà anch’esso per crescere. |
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