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PAROLA DEL PARROCO

 

Anche quest’anno, per tutti gli appuntamenti del mese di maggio, … ce l’abbiamo fatta!

Prime comunioni, cresime, battesimi, anniversari di matrimonio, feste della mamma e di altro, funzioni mariane, incontri di ogni genere e per tutti i gusti, conclusione degli incontri di catechismo e delle attività sportive, preparativi per l’oratorio estivo …

Pare sia andato tutto discretamente, almeno a guardare il volto di chi, accogliendo le proposte, ha vissuto quei momenti!

Forse varrebbe davvero la pena  che tutto ciò, per quanto possibile, non rimanga solo un ricordo consolante per la buona riuscita, ma sia occasione per uno slancio in avanti negli impegni della vita quotidiana e soprattutto nel modo di condurre la vita stessa.

Per quanto mi compete, come prete, mi chiedo quanto possa avvenire questo soprattutto per alcuni momenti che hanno posto nei cuori, seppure in germe, promesse di cammini futuri.

Possa sbocciare, possa crescere, possa fortificarsi una fede viva e vera! Possiamo, con essa e per essa, non assestarci distratti e indifferenti o addirittura irremovibili e refrattari  all’opera del Signore, ma lasciarci guidare dalle mille sollecitazioni del suo Spirito.

Sull’esempio e con l’aiuto di Maria e dei santi, per la gioiosa freschezza della prima comunione, per la seria responsabilità del dono dello Spirito nella cresima, per la gratitudine riconoscente di un vicendevole amore fedele nel matrimonio, sentiamoci richiamati e cresca in noi la disponibilità a rimetterci in gioco ogni giorno sulle vie del Signore.

Se ci rendiamo sempre più attenti alla voce del Signore, se abbiamo cura, semplice ma intensa, del legame con il Signore, in misura eguale ci faremo più attenti, aperti e disponibili nell’accoglienza e nell’aiuto di chi ci circonda, dai più vicini ai più lontani.

Molto belli e chiari a questo proposito due dei racconti proposti nelle sere del mese di maggio.

Il capo della tribù Kanaka, in quell’isola della Papua Nuova Guinea sperduta nell’oceano Pacifico, è da poco giunto alla fede per l’incontro con il missionario ed è “fresco” di battesimo. Al termine della santa messa, l’uomo se ne sta ben piantato, diritto, dinanzi al tabernacolo in silenzio e per un bel po’ di tempo. Alla richiesta di spiegazioni da parte del missionario, la sua risposta è inattesa, disarmante e di grande insegnamento: “Faccio prendere il sole alla mia anima!”.

Che bello se quanto vissuto nel mese di maggio mi facesse scoprire che abbiamo tanto bisogno di “far prendere il sole alla nostra anima”, mi aiutasse a decidere di sottoporre quanto è necessario la mia anima, il mio cuore a questa “cura efficace”.

Nel secondo racconto, il suono del canto del grillo e del tintinnio della monetina nel rumore caotico della città vengono sentiti da chi li vuol sentire, da chi li conosce bene perché ha famigliarità e tiene in considerazione ciò che li produce: le meraviglie del creato piuttosto che i soldi.

Quanto è efficace la “cura” del “far prendere un po’ di sole all’anima” se desidero diventare sempre più capace  di sentire la voce di Dio e nella sua voce quella del prossimo, vicino e lontano.

Nelle piccole vicende di ogni giorno e nelle scelte spesso nascoste nel profondo, occorre chiedere al Signore di saper usare la sapienza per non confondere mai il bene con il male. Occorre chiedere di saper usare il consiglio per scegliere quello ed evitare questo! Occorre la fortezza per superare le difficoltà, perché, per fare come ho detto, sulla strada indicata non poche volte occorre ...andare un po’ contro corrente.

Le vacanze sono alle porte per i ragazzi; ma anche le ferie, magari più avanti per chi lavora, ci vedano contenti del riposo, ma assolutamente decisi a … non riposare su ciò che conta!