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Lei ha proprio ragione! Tranne qualche correzione ortografica, è proprio lo stesso testo del mese di gennaio! Non è però un errore o una svista, come spesso è capitato.

Rileggendo i pensieri riportati su “La Pietra” del mese scorso, mi è parso importante aver sottolineato quegli argomenti allora toccati ed i principi che venivano indirettamente richiamati. Ho voluto ora “ribattere i chiodi”, perché chi in quella occasione ha letto i pensieri riportati, si è confrontato con essi, e magari ha anche scelto di condividerli, possa tenerli gelosamente stretti nel cuore: come il seme nella terra buona, a suo tempo germoglia, cresce e porta frutto.

Certamente, nella decisione di ripetere la parola del parroco dello scorso mese, ha pesato non poco la sua pigrizia, quando si tratta di scrivere qualcosa.

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In vista della visita pastorale decanale del Cardinale a metà maggio, ci viene chiesta una preparazione anche attraverso uno sguardo sui diversi aspetti della vita di fede e sulla pastorale parrocchiale corrispondente.

Per quanto mi riguarda, riconosco che viene proposto agli adulti molto poco, rispetto  a quello che normalmente avviene in parrocchie simili alla nostra ed ancor meno in rapporto a quanto è indicato e richiesto a livello diocesano.

Nonostante questo però, una piccola garanzia, che qualcosa di buono c’è, sta nella decisione ferma di impegnarsi in ogni modo e con tutte le forze per compiere meglio che si può quel poco che si fa, sia nel prestare tanta attenzione nelle relazioni umane, sia nel cercare sempre di orientare le persone che si incontrano verso ciò che si ritiene fondamentale per la loro vita umana e di fede.

Una verifica, non so quanto attendibile, ma sicuramente ricercata come risultato minimo di ogni proposta, di ogni intervento, di ogni gesto, di ogni parola è il vedere confermata o accresciuta la simpatia, la stima per le “cose del Signore”, ma soprattutto la famigliarità con il “Signore delle cose”, unita ad un sincero sforzo di avvicinarsi a lui.

Per piccoli che siano i passi che si fanno in questa direzione, a lunga scadenza possono “rendere” non poco.

Per il sacramento del Battesimo dei piccoli, ad esempio, si intende concretizzare quelle intenzioni in un cammino di questo tipo.

Fermo restando il numero dei Battesimo intorno ai centoventi - centotrenta (2008: 140; 2009: 130), si propone ai genitori un incontro serale con il parroco e, per chi lo desidera si può fare anche un incontro nella propria casa.

L’incontro è preceduto dal momento della richiesta del Battesimo stesso. Si cerca di avere In questo momento iniziale si cerca di trovarsi sempre con i genitori, “saltando” il più possibile … gli intermediari! Si cerca di capire il più possibile i genitori, la situazione famigliare e di fede in cui si trovano.

Si cerca di offrire un clima di accoglienza; si cerca di far sentire quanto riconosciamo, come momento già umanamente molto prezioso ed impegnativo, la scelta di donare la vita al figlio, di accoglierla e di impegnarsi a farla crescere. Si cerca di valutare quanto questa meravigliosa, delicata e impegnativa esperienza, sempre molto intensa, faccia scaturire un desiderio ed una responsabilità educativa, nel caso, in ordine alla fede. Si cerca di capire l’intenzione profonda della richiesta del sacramento.

Date le ormai frequenti situazioni famigliari difficili, si tenta di far scaturire nei genitori o di far crescere, se già c’è, uno sguardo ed una riflessione sulla propria sulla propria vita personale e affettiva in ordine alla fede.

Il modo per compiere questi “tentativi” è molto informale; il tempo che viene impegnato è ... tutto quello che viene richiesto!

Il momento della richiesta del Battesimo, dicevo, è praticamente sempre con il parroco (tranne il caso della sua ripetuta, assoluta irreperibilità, … cosa non proprio rara!)

L’incontro di preparazione poi, dato che quasi sempre sono presenti famiglie nelle situazioni umane e di fede più disparate, è volto a sollecitare una attenzione sincera a ciò che è essenziale e la disponibilità ad un impegno minimo, ma molto serio, accessibile a tutti (chi può e vuole fare di più, è ben accetto!).

In questo incontro il primo richiamo è al valore assoluto del Battesimo come sacramento, come tesoro preziosissimo e più ancora alla difficoltà di percepirlo come tale: si tenta di indicare strumenti e situazioni che permettano di intuire il più possibile la sua grandezza.

Questo primo richiamo è seguito dall’invito ad un piccolo, ma preciso “compito a casa”, un piccolo e preciso impegno personale che possa aiutare a comprendere il contenuto di quel richiamo.

Un secondo richiamo riguarda l’intensità dell’impegno che ne deriva, affinchè il dono, che da esso scaturisce, possa, a suo tempo, portare frutti; anche questo secondo richiamo è legato alla proposta di un altro piccolo “compito a casa”, un altro piccolo impegno.

I riferimenti alla celebrazione sono volti a far sentire, nella grandezza del dono e degli impegni, la semplicità dei gesti che li esprimono e li richiamano: sono sempre volti a prestare attenzione ai richiami sopra indicati, perché siano percepiti, accolti e vissuti già nella celebrazione stessa, nel modo stesso in cui viene compiuta (a volte i bambini da battezzare sono tanti,  a volte pochi, a volte uno solo!).

Dopo il Battesimo non vi è alcun accompagnamento specifico, se non la proposta, per chi lo desidera, di chiederlo. Si cerca piuttosto di avere una cura grande e continua, anche se non programmata, alle situazioni della vita di ogni giorno, che permettono di rincontrare, nella quotidianità, i genitori dei battezzati.

Si può allora “sfruttare” ogni occasione. L’attenzione e i richiami riprendono sempre lo stile ed i contenuti che hanno preceduto il Battesimo stesso. L’attenzione è soprattutto alla relazione coniugale che sempre favorisce o compromette ogni cammino educativo umano e cristiano.

Nessuna coppia in particolare è coinvolta in modo esplicito a collaborare nella preparazione e nell’accompagnamento per il Battesimo: c’è però una presenza fedele e preziosa di mamme come aiuto nella celebrazione del sacramento.

Tutta la comunità parrocchiale è considerata terreno in cui si inserisce e può essere aiutata  crescere ogni famiglia allietata da una nuova nascita, santificata dal Battesimo e chiamata ad educare alla fede la nuova vita. Allora, ad esempio, la frequenza alla messa della domenica, dove c’è, è una bella e preziosa occasione per essere loro vicini; lo sono anche i momenti di vita dell’Oratorio, quando con esso ci sono collegamenti per la presenza di figli più grandi o per amicizie significative legate all’esperienza oratoriana. Quanto aiuto semplice e profondo si può offrire quasi senza accorgersene! E questo solo per il Battesimo: poi c’è il resto!