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Il Consiglio Pastorale Parrocchiale si riunisce lunedì 11.01.2012, alle ore 21.00 presso il salone della casa parrocchiale per discutere l’ordine del giorno comunicato ai consiglieri in da 30.12.2011. Sono presenti n. 26 consiglieri. Assenti giustificati: Baiunco Paola, Cipressi Rocco, Cucchi Marco, Mantegazzini Ester. Il parroco comunica ai presenti che Carrieri Luigi ha rinunciato alla nomina di consigliere e che viene nominata la Sig.ra Gomez de Sancedo Claudia Lorena, presente al Consiglio. Il segretario legge il verbale della riunione del 21.11.2011 che viene approvato. Ordine del giorno: su Nell’anno dedicato alla famiglia, riteniamo importante soffermare la nostra attenzione su questa tematica. Per questo incontro vi chiediamo di contribuire con:
Moderatrice Grassi: abbiamo cercato di recepire la raccomandazione del parroco dello scorso Consiglio sul fatto di scegliere tematiche che non si esaurissero nell’arco di una sola riunione, ma che permettessero una discussione più ampia e soprattutto facessero scaturire una modalità di lavoro. A questo proposito, essendo l’anno dedicato alla famiglia, si è pensato di proporre il tema della famiglia secondo i seguenti due punti dell’ordine del giorno. Sollecito a fare proprie osservazioni sul primo punto dell’ordine del giorno. 1)
Osservazioni e riflessioni sulla realtà delle
famiglie nella nostra comunità Parroco: riflettendo sull’argomento mi è apparso estremamente grande e inviterei a scambiarci liberamente i nostri pensieri, giudizi, impressioni senza timore di dovere giustificare i nostri discorsi. Scaburri: aspetti positivi e negativi sono legati, a mio parere, alla situazione attuale e possono essere non precisamente corretti. Vitali: noi come comunità cristiana al Centro di Ascolto vediamo spesso famiglie disgregate; attualmente la tragedia è la perdita del lavoro, soprattutto per le persone vicine ai 50 anni. Se il compito della Chiesa è soprattutto quello religioso, non si può certo dimenticare anche le problematiche di vita quotidiana. Vorrei ricordare inoltre le famiglie extracomunitarie che sono presenti da parecchi anni in città e che prima di adesso non avevano mai usufruito del nostro servizio, a conferma della gravità della situazione. Poltini: vi voglio rendere partecipi di alcuni esempi a cui ho prestato attenzione. Un signore, piccolo imprenditore, che ha raccontato come la perdita del lavoro abbia fatto generare problemi in famiglia; una signora ha perso tutto quanto aveva a causa del lavoro e si è rivolta a noi disperata. Parroco: queste esperienze dovrebbero essere maggiormente “pubblicizzate” per fare in modo che siano sensibilizzate quelle persone che non hanno attualmente problemi economici e che potrebbero essere di aiuto. su Vitali: a breve sarà visibile su La Pietra la relazione del Centro d’Ascolto in cui sarà evidente come sia grave la situazione. Uslenghi: mi sembra che il lavoro sia considerato troppo importante e forse ci sta facendo sviare il discorso originario; a mio parere è importante fare risaltare come tante famiglie stiano cercando di entrare nell’ambito oratoriano. Pastori: anche io concordo con il fatto che la mancanza di lavoro possa portare gravi problemi in una famiglia. Giglioli: vorrei segnalare un incontro che ho fatto nei giorni passati e che mi ha estremamente colpito: due signore parlavano della cena di fine anno all’oratorio ponendo in risalto oltre alla bella serata anche il fatto che sia stata per alcuni una possibilità di aggregarsi a basso prezzo. Cominoli: mi aggancio a quanto detto da Silvana per dire che se le persone che sono venute in Oratorio per motivi economici hanno trovato un ambiente accogliente potrebbero tornarci in altri momenti. L’attenzione verso chi ci è vicino è fondamentale. Nel mio passato c’era più vicinanza tra le famiglie: ora mi sembra che abbiamo peggiorato sotto questo aspetto. Polli: io penso che questa crisi possa fare scoprire valori essenziali e quindi che dobbiamo avere ugualmente fiducia pur in periodo come questo. La nostra parrocchia è a conoscenza di cosa sta succedendo? Mi piacerebbe che si potesse avere una fotografia della situazione. Bustreo: che cosa può fare la Parrocchia per la famiglia? Penso che sia difficile unire tanti realtà famigliari diverse e quindi trovo che la cena o il pranzo, come all’interno delle nostre famiglie il momento dell’incontro, possa essere un importante momento di aggregazione. Inoltre vedo che la Caritas è sempre vista come punto del bisogno: mi piacerebbe che fosse anche vista come punto di offerta, da parte di chi ha meno problemi, verso quel bisogno. Grassi: mi sembra che sia emerso come la miseria porta disgregazione se non ci sono le basi ma che, nonostante tutto, possa essere fonte di ricchezza. Dobbiamo trovare i mezzi e i modi per fare in modo che alcune famiglie siano aiutate a costruirsi su un terreno solido. Parroco: dove c’è un legame solido, bello e forte spesso la difficoltà aiuta a rafforzarlo. su Gomez: bisogna che si aiuti gli sposi a ripensare alla promessa che si è fatta davanti a Dio. La fede può essere diga alle difficoltà. Giglioli: propongo ora un altro aspetto della tematica della famiglia e cioè l’educazione dei figli: mano a mano che l’età aumenta l’educazione può essere causa di problemi grandi. Parroco: nei battesimi si vedono alcune situazioni molto contorte che sono uno specchio della realtà e di cui dobbiamo imparare a tenere conto. Pastori: momenti come questo fanno filtrare e rafforzare; i soldi spesso possono rafforzare a nascondere i problemi della famiglia e quindi mi trovo in accordo con il fatto che, forse paradossalmente, la crisi può aiutare. Sacchetto: vorrei essere un po’ provocatorio: la Chiesa é pronta ad affrontare la situazione attuale della famiglia? Come piccolo esempio, ricordo che lo scorso anno parecchie famiglie al momento di cercare il padrino o madrina per la Cresima per il loro figlio o figlia hanno avuto problemi a trovarne di compatibili con le caratteristiche richieste. Brezigia: stavo riflettendo sulla situazione attuale e mi è sorta questa riflessione: stiamo dando le colpe alle coppie di oggi, ma non è che forse la generazione passata non ha trasmesso valori corretti all’attuale generazione. Sono figli di genitori di 20/30 anni fa; non è solo un problema di attualità delle persone. su Vaghi: a mio parere non è solo questione di crisi; ritengo che si sia persa un po’ di capacità di soffrire e di metterci in discussione. Sono i valori che sono entrati in crisi. Uslenghi: probabilmente sono un inguaribile ottimista ma penso che, nonostante tutto, la situazione non sia così nera come potrebbe sembrare a prima vista e comunque noi siamo chiamati a essere di esempio in certi ambiti. Porta: a mio parere la famiglia è addirittura più presente di quanto accadeva in tempi passati a dispetto di quello che si potrebbe pensare. Prima il rapporto genitori/figli era meno diretto di quanto non lo sia oggi. Morgantini: sono d’accordo con questo pensiero ma prima c’era maggiore rigidità nell’ambito religioso e questo portava ad imparare i valori. Polli: mi è piaciuto l’intervento di Brezigia anche se sono un difensore del 68. Io insisterei sulla confusione del rapporto e dei ruoli tra genitori e figli, troppo amichevole: è necessario che ognuno riprenda possesso del proprio ruolo. Bustreo: chi non ha fatto sacrificio nella propria vita non sa rinunciare in tempi come questi ed entra più facilmente in crisi. La mia famiglia non era presente in Oratorio ma mi è stata comunque di grande esempio; penso che ognuno faccia la propria parte secondo il proprio meglio. su Parroco: le famiglie belle possono essere di aiuto per le altre che hanno problemi: dobbiamo essere pronti a cogliere ogni stimolo. Cuneo: nei primi anni di matrimonio siamo stati molto aiutati dal gruppo giovani famiglie e penso che tale esperienza potrebbe essere da riproporre o almeno da pensarla come esempio. Brezigia: chiedo al segretario se sia possibile conoscere il verbale prima del prossimo incontro in modo da non perdere quanto è uscito questa sera. Sacchetto: accetto volentieri la richiesta concernente il verbale e farò in modo di inviarlo appena pronto. La moderatrice Grassi, considerando l’orario, propone di rinviare il punto 2 dell’ordine del giorno al prossimo incontro e tale richiesta viene accolta all’unanimità. 3)
Varie ed eventuali Cominoli consegna ai consiglieri il verbale del Consiglio Pastorale Decanale del 01.12.2011 e ne espone i punti principali attraverso lettura.
Il Consiglio termina alle ore 22.50.
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale si riunisce lunedì 06.02.2012, alle ore 21.00 presso il salone della casa parrocchiale per discutere l’ordine del giorno comunicato ai consiglieri in data 27.01.2012. Sono presenti n. 25 consiglieri. Assenti giustificati: Bustreo Sonia, Cominoli Antonio, Mantegazzini Ester, Pastori Paolo, Scaburri Luigi. Il segretario ha inviato ai consiglieri dotati di posta elettronica il verbale della riunione del 11.01.2012 che viene approvato. Il consigliere Vitali chiede cha anche ai non possessori di posta elettronica venga consegnato il verbale e tale richiesta viene immediatamente accettata. Ordine del giorno: Come deciso nello scorso incontro vi chiediamo di contribuire con:
Sollecito a fare proprie osservazioni su tale tema. 1)
Proposte per lavorare su quanto emerso, lasciando
spazio ad altre eventuali osservazioni e riflessioni sull’argomento Parroco: sono felicemente meravigliato della vostra presenza date le condizioni meteorologiche e ricordo che non è necessario concludere operativamente ma è importante continuare nella direzione intrapresa la scorsa volta. Suora: avvalendomi dell’esperienza scolastica, un’emergenza che riscontriamo è la separazione nella famiglia che influisce fortemente nell’educazione dei figli; durante tale periodo i genitori mettono al centro loro stessi e non i figli che avvertono tale situazione assolutamente in negativo. Si devono aiutare i genitori a ragionare sulla loro crisi e cosa comporta essa per i loro figli. I genitori si giustificano dicendo che i figli hanno capito ma ciò non è assolutamente vero. I bambini hanno bisogno della famiglia e non si tratta di una particolare età perché ho esperienza personale di diverse età e ho sempre riscontrato situazioni simili. Se si riesce a conoscere situazioni di genitori con coppia in crisi dobbiamo sforzarci di aiutarli a parlare con i figli e a riflettere sulle conseguenze delle loro scelte. su Bolchini: mi collego con facilità con quanto sentito: nel catechismo stiamo affrontando la tematica della confessione. Una bimba di 4° ha posto in evidenza il problema di genitori che litigano di fronte ai figli: la discussione ha coinvolto, a vario titolo, 15 bambini del gruppo di catechismo. Anche personalmente vivo una situazione di vicinanza di una coppia in crisi. Ritengo che abbia molta importanza il tema economico-finanziario nei rapporti di coppia e spesso è arma di discriminazione all’interno della stessa coppia. Cipressi: da sempre penso che la situazione economica influisca perché ricordo che da bambino c’era una situazione simile. Bolchini: un’altra considerazione che mi sento di fare è ricordarsi di quanto sia importante fermarsi ad ascoltare chi si trova in difficoltà. Nell’ambito delle famiglie fino a quando i bambini sono piccoli si hanno problemi piccoli, quando i figli diventano grandi si possono avere problemi grandi anche in famiglie “normali”. Uslenghi: personalmente guardo il bicchiere mezzo pieno. Porto l’esempio di una famiglia con 4 figli e 3 padri diversi: sono rimasto sorpreso di come una situazione di questo tipo possa dare felicità ad un padre (l’ho visto sereno e felice). Concordo che nella realtà ci siano problemi molto seri ma alcune volte ci sono esempi che riempiono lo stesso il cuore. La crisi non è solo di adesso: basti pensare a inizio secolo o dopoguerra. Grassi: l’esempio ora raccontato mostra come alcune volte le giovani coppie fondino la propria forza sull’emotività o sulla fiamma iniziale. Manca alle coppie il ricordo delle promesse fatte e non c’è abitudine al dialogo. Brezigia: mi sembra che tutti rilevino una mancanza di ascolto per le coppie e per le famiglie. Non conosco realtà parrocchiali o diocesane di questo tipo. Bisognerebbe cercare di organizzare qualcosa di diretto: chi ha problemi non partecipa alla giornata della famiglia. Sarebbe da organizzare una settimana delle missioni su questo tema a livello parrocchiale e/o cittadino. Sfruttare l’incontro mondiale è una realtà da non perdere. Morgantini: in questa famiglia così lontana dalla fede cosa spinge questi genitori a fare battezzare i figli? Vorrei sperare che affidare a Dio il figlio sia l’intento anche se non si sa bene cosa significhi. Giglioli: penso che forse per lo stesso motivo parecchi genitori chiedono i sacramenti per i figli. Dicono di non credere ma portano i loro morti in Chiesa: può forse voler dire che in un angolo c’è il Signore? Penso che si possa affermare che siamo nell’era del tutto e subito. Gomez: dobbiamo aiutare le giovani coppie noi che abbiamo maggiormente chiaro il senso del nostro matrimonio: dobbiamo mettere un seme di fede. Uslenghi: mi permette di fare una domanda un po’ provocatoria: è giusto che accettiamo i figli portati così superficialmente, senza particolare entusiasmo? Brezigia: so che in altre parrocchie, per fare passare la voglia di assolvere un particolare precetto hanno allungato il cammino di catechismo. Lo scopo è stato quello di “scoraggiare e stancare” le famiglie che non hanno molta convinzione. Giglioli: la fede è vivere la propria vita con la propria famiglia. Ho esperienza di una figlia che ha raccontato del grande amore che la madre, morta da poco, ha riversato per la propria famiglia pur al di fuori della vita della Chiesa. su Pernatsch: ho esperienza personale molto vicina alla mia famiglia di una situazione difficile che imbarazza la persona stessa. Mi ha affidato la figlia e io come madrina voglio far germogliare quel seme di fede di cui si parlava prima. Bolchini: mi ritrovo in questa ultima testimonianza e ho esperienza di persone che hanno superato l’imbarazzo di una situazione difficile. Auguro anche a Paola possa capitare una tale situazione. Vitali: non vorrei entrare nei singoli casi ma è importante che la comunità faccia ascolto senza giudicare. Spesso emerge la ricchezza quando si riesce a non giudicare ma ad ascoltare. Comprendiamo che siamo all’interno di una realtà da cui possiamo ricevere molto ascoltando. Se ci basiamo sul Vangelo ci rendiamo conto che Dio ha ascoltato molto. Polli: concordo pienamente con quanto si è detto: ascoltare e cogliere i segnali che ci vengono forniti senza giudicare. Vorrei fosse maggiormente esplicitata la sofferenza che attanaglia alcune coppie in situazioni difficili. Per alcuni è grande la rinuncia all’Eucaristia e forse questa lontananza non è data da Dio ma dagli uomini. Uslenghi: penso che questa ultima affermazione sia molto forte e da parte mia poco condivisibile. Parroco: la volta scorsa erano emersi due ambiti: situazione economica difficile e situazione di relazione e di fede. Il sogno che ho sempre è questo: vorrei che crescessero famiglie contente di essere famiglie belle e semplici. Dove emergono delle disgregazioni ci sia la forza di ricostruire: diventano fortezze quando riescono. In un modo o nell’altro spero e sogno che mantengano un’immagine di Dio. Dobbiamo avere presente e chiaro il progetto di Dio: una sola carne lasciando padre e madre. Riguardo alla tematica dei divorziati ricordo come una coppia di divorziati possa essere esempio del progetto di Dio a tre condizioni: 1) ci sia una relazione stabile, 2) non sia di scandalo la loro modalità di vita, 3) vivano la loro relazione da fratello e sorella. Cuneo: un piccolo passo potrebbe essere una maggiore attenzione verso il corso fidanzati: penso che si debba puntare per far sorgere il famoso seme. Brezigia: chiedo informazioni su come avviene il cammino per il Battesimo. Parroco: l’idea sarebbe l’accompagnamento pre e post battesimo fino all’iniziazione cristiana. Nella nostra parrocchia avviene un incontro con la coppia da parte del parroco. In altre parrocchie c’è abitudine di un incontro con una coppia oltre a uno o due incontri con il parroco. Cipressi: ho avuto una richiesta da parte di una coppia di terza età di un incontro in Quaresima. Cucchi: consegno il volantino della “Carovana per le famiglie” ad Abbiategrasso il 04.03 e si svolgerà al quartiere Fiera. Gomez: la prima domenica del mese c’è la Messa in spagnolo e don Alessandro ha presentato un volantino con tre incontri. Lo scopo è l’incontro tra famiglie italiane e straniere come esempio pilota qui ad Abbiategrasso; i primi due saranno il 04.03 e 11.03 dalle 17.00 alle 19.00.
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale si riunisce lunedì 05.03.2012, alle ore 21.00 presso il salone della casa parrocchiale per discutere l’ordine del giorno comunicato ai consiglieri in data 28.02.2012. Sono presenti n. 25 consiglieri. Assenti giustificati: Cucchi Marco, Grassi Anna Maria, Porta Cristina, Uslenghi Luigi, Vitali Giuseppemario. Il segretario ha inviato ai consiglieri dotati di posta elettronica il verbale della riunione del 06.02.2012 che viene approvato. Ordine del giorno:
Essendo assente la moderatrice Grassi , il segretario prende la parola per illustrare l’ordine del giorno e dare inizio alla discussione. 1)
Facendo riferimento all’esperienza personale indichiamo valori, momenti e
strumenti che possano contribuire a far nascere e crescere una “bella” famiglia Parroco: vi invito a dare la vostra presentazione personale di valori, momenti e strumenti. Baiunco: a volte gli adulti non hanno voglia di impegnarsi con i propri figli già grandi: c’è più difficoltà di gestire le famiglie dei nostri figli. Mantegazzini: a causa del lavoro molto spesso vengono trascurati i figli. Cominoli: la vicinanza e l’attenzione erano presenti anche nella mia esperienza da piccolo; da noi non vedo più questo mentre nel meridione ho visto questo pochi anni fa. Quando c’era un problema serio la famiglia si riuniva e si faceva fronte comune contro il problema. Pastori: è diversissimo da prima: ora alcune volte queste situazioni faticose hanno l’effetto contrario; si fanno le cose che sono più facili trovandosi a litigare. È difficile anche chiedere scusa. Dentro nella famiglia può succedere lo stesso problema anche se il mio esempio era verso rapporti tra famiglie. Cuneo: ho visto tante aziende agricole disgregarsi per problemi tra fratelli in seguito ai matrimoni, quindi con le cognate e soprattutto per banalità. Lo sforzo deve essere rivolto alla cura dei rapporti delle relazioni. su Parroco: questi esempi possono essere visti in positivo mostrando cosa curare e come prestare attenzione all’altro. Cominoli: una famiglia arriva in un paese nuovo: è una famiglia con quattro figli di cui due con problemi. Problemi a scuola, petizione a scuola per mandarli via: dove sono le famiglie accoglienti o comprensive verso una situazione problematica? Pastori: ho esperienza simile a quanto mostrato in questo esempio : non so rispondere al problema dell’altro ma sono preoccupato per la mia famiglia. Giglioli: quello che si vive in famiglia si porta anche fuori; spesso è da privilegiare la riglessione all’istinto. In alcuni esempi a scuola mi è chiara questa affermazione : “la famiglia è esempio per i comportamenti dei figli”. Parroco: cosa si deve fare per trasmettere il positivo ai propri figli? Ho un esempio dato dall’esperienza di una donna che ha saputo aggregare le figlie e le famiglie che sono arrivate. Castoldi: nel momento della morte la sua figura ha avuto la riconoscenza dei propri famigliari. Cuneo: perché differenze tra fratelli pur se cresciuti nella stessa famiglia? Io e mio fratello siamo così. Parroco: io non ho una risposta scientifica ma penso che siano legate a momenti personali. Castoldi: attraverso gli esempi positivi riusciamo a vivere in modo positivo la nostra vita. Parroco: se il mangiare assieme può essere fondamentale allora devo fare di tutto per farlo e se non riesco a farlo ma ne ho la tensione allora è ugualmente positivo. Baiunco: la difficoltà di avere persone in famiglia ci porta a sforzarci di avere rispetto verso gli altri. Brezigia: la difficoltà che sta trovando la Diocesi nell’accoglienza per le famiglie forse può essere una risposta a quanto si sta dicendo stasera. Suora: le differenze con la Giornata Mondiale della Gioventù è che la erano giovani con certe esigenze mentre qui arrivano famiglie con esigenze completamente diverse. Bolchini: anni fa ho ospitato due ragazzi di Taizè ma allora era facile coni giovani; per le famiglie trovo sia molto più difficile perché mi pongo il problema di cosa offrire loro . Polli: io non sono d’accordo perché siamo arrivati nella mia famiglia alla decisione di ospitare; ci sono diverse modalità di dare ospitalità e mi sento di tirare le orecchie ai nostri preti che non stanno spiegando compiutamente la situazione. Possono essere occupati alcuni spazi della Parrocchia per questa occasione? su Magistrelli: concretamente penso che ci siano problematiche organizzative reali anche importanti. Bustreo: se fossi famiglia ospitata e sapessi che la famiglia ospitante ha fatto di tutto per accogliermi sarei orgogliosa e riconoscente. Ieri ho partecipato all’incontro per le famiglie organizzato dalla Diocesi: sono capitata in un gruppo del Salvador e tra loro hanno perso alcune tradizioni (esempio il Lei in famiglia): importante è mantenere i valori e il legami. Gomez: se in una giornata non ci si ricorda cinque minuti di Dio, a mio parere è una giornata buttata via. Sacchetto: nella mia famiglia abbiamo stabilito che durante la cena il televisore rimane spento e ci si racconta quanto successo durante la giornata: penso che dedicare il momento più importante della giornata, quello in cui tutti sono presenti, rappresenti un’importante assolutamente fondamentale nella crescita di tutti. Da piccolo ho vissuto fino ai sei anni presso mia nonna e i miei zii in Emilia, per problemi di lavoro dei miei genitori : era una grande famiglia formata dalle due diverse famiglie dei miei zii ed è stata un’esperienza fondamentale per la mia vita perché mi ha mostrato realmente la possibilità di convivere pur essendo in tanti e tanto diversi. Gomez: la mia esperienza personale ha visto mia madre qui in Italia e noi piccoli con mio padre in Ecuador. La telefonata mensile era un rito a cui non avremmo rinunciato per niente al mondo. Mia madre non mi era vicina fisicamente ma con il pensiero e con il cuore. Ringrazio Dio perché ho questa famiglia e ammiro mia madre e mio padre che ora sono insieme con mia madre che accudisce mio padre malato. Sacchetto: all’interno della Giunta ci siamo chiesti se possa essere di interesse approfondire qualche aspetto della tematica della famiglia e pertanto vi invito a passare al secondo punto dell’ordine del giorno. 2)
Eventuale proposta di approfondimento di un punto preciso della vasta tematica
famigliare
Parroco: la cura della relazione estesa a tutta la famiglia, non solo a marito e moglie. La relazione coniugale è un uscire da se stessi per fare un dono all’altro nell’ottica di fare fiorire il bene nell’altro sotto la luce del Signore. La cura della quotidianità o dei momenti importanti, come feste o altro, deve essere perseguita con decisione. Per ognuno il punto di partenza può essere diversissimo: dal corso fidanzati, al matrimonio, al momento della morte di qualche parente. su Cuneo: la nascita del mio primo figlio è stato il momento più bello ma anche il più critico della mia vita coniugale: l’aiuto alle giovani famiglie penso sia fondamentale e risulti importante da focalizzare. Morgantini: l’esperienza appena descritta penso debba essere considerata un grande momento di ringraziamento. Masperi: può essere un momento di rafforzamento e di fede nella provvidenza. Bustreo: a volte può succedere che sia un momento destabilizzante. Parroco: è difficile trovare le modalità corrette di aiuto. 3)
Varie ed eventuali Cominoli: vi presento la relazione del Consiglio Pastorale Decanale del 16.02.2012. Parroco: da parte mia sento grande la preoccupazione che cresca la passione per l’attenzione alle famiglie da accogliere. Il Consiglio termina alle ore 23.05. |
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